Pessi, salario minimo e flat tax legati da idea ripresa ma attenti a controindicazioni

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Roma, 18 mag. (Labitalia) – Il salario minimo orario “è già presente in molti Paesi europei e ha un suo elemento positivo perché ha l’obiettivo di garantire una retribuzione minima a quei lavori che non si trovano coperti da una contrattazione collettiva e in questo senso va a dare piena attuazione all’art. 36 della Costituzione”. Roberto Pessi, giuslavorista, prorettore alla didattica della Luiss Guido Carli, commenta con Labitalia le proposte sul lavoro contenute nel testo definitivo di contratto M5S-Lega.

“Le controindicazioni invece -dice Pessi- sono che il salario minimo di legge può disincentivare la contrattazione collettiva e che i datori di lavoro possono essere tentati di uscire dalle organizzazioni di rappresentanza per applicare quei parametri minimi anziché quelli previsti dal ccnl. Prevedibili anche le resistenze del sindacato”.

Ma quello che Pessi sottolinea è “l’idea di insieme, ottimista, sul Paese e sulla pace sociale, che traspare dal contratto”.

“Indubbiamente -sottolinea il professore- salario minimo, voucher, revisione della legge Fornero e flat tax sono collegati: la premessa, chiaramente di matrice leghista e che recepisce molto le istanze delle piccole e medie imprese non solo del Nord, è: se la pressione fiscale è minore, le tasse le pagano tutti. E questo vuol dire che molti imprenditori possono far emergere il sommerso, il nero, conquistando una trasparenza e una tranquillità che fa bene a tutti”.

Come dire, spiega Pessi: “Se l’impresa avrà bisogno di lavoratori, con la flat tax avrà più soldi a disposizione per pagarli legalmente, col salario minimo o coi voucher che verranno ripristinati. E questo aumenterà anche la contribuzione previdenziale, andando a finanziare la spesa aggiuntiva che si creerà (per ora calcolata in 5 mld) per spostare l’asse delle pensioni a quota 100”.

“Questa è la grande scommessa di Salvini, scommessa che è anche rivolta al Sud perché questa strumentazione, inedita per il nostro Paese, potrebbe anche andare a toccare le sacche di nero legate alla criminalità. E’ una visione senz’altro ottimista: staremo a vedere”, conclude Pessi.