Petrolio in rimbalzo, ma c’è chi scommette contro

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A cura di Antonio Arricale Pioggia di acquisti sui principali listini asiatici, che balzano ai massimi di luglio trainati dal rimbalzo dei prezzi del petrolio. Di grande aiuto anche le attese per politiche A cura di Antonio Arricale Pioggia di acquisti sui principali listini asiatici, che balzano ai massimi di luglio trainati dal rimbalzo dei prezzi del petrolio. Di grande aiuto anche le attese per politiche monetarie molto accomodanti da parte delle principali Banche Centrali, Federal Reserve in testa, anche se secondo molti economisti questo entusiasmo potrebbe lasciare il posto al pessimismo per una ripresa globale più lenta del previsto. Sempre a proposito di Banche Centrali, quella dell’Australia ha lasciato i tassi fermi sorprendendo gli analisti che stimavano un taglio. Anche la Reserve Bank of India ha optato per lo status quo. C’è attesa ora per il verdetto della Bank of Japan, che arriverà mercoledì poco prima dei Verbali dell’ultimo meeting del FOMC. A proposito del petrolio, le quotazioni del greggio ieri hanno registrato un rally del 5%. E tuttavia – secondo alcuni analisti – il prezzo del petrolio è destinato a scendere ancora nei giorni avvenire. Anzi – secondo una notizia riportata da Wall Street Italia – c’è chi ha scommesso su questa possibilità un’ingente somma. Nella sostanza un trader ieri a comprato nel mercato delle opzioni 66.000 contratti put del valore di 50 centesimi con scadenza maggio e spread di 16,50/14,50 legati al fondo comune del petrolio (USO). Dal momento che ogni contratto controlla 100 titoli, il trader ha scommesso 3,3 milioni di dollari di tasca propria. L’investitore ‘vincerà’ la sua scommessa (nel senso che l’operazione si chiuderà con un utile) se i prezzi dell’ETF scenderanno sotto 16 dollari al termine della data indicata nel contratto, ovvero tra sei settimane. Borse asiatiche Mercati asiatici positivi questa mattina. A Tokyo il Nikkei ha guadagnato l’1,25% sfruttando la debolezza dello yen ed il buon andamento di ieri a Wall Street, ben sostenuto dai titoli del comparto Oil come Inpex e JX Holdings in ripresa in scia al rimbalzo del prezzo del greggio. Tra i titoli che si sono meglio comportati da segnalare anche Tokuyama Corp, Tokyo Fudusan e Nippon Light Metal. Segno positivo anche sulle altre principali piazze azionarie con Hong Kong che guadagna lo 0,7%, Seoul che ha chiuso poco sopra la parità e Shanghai che sale dell’1,5% circa. In ambito macroeconomico il purchasing manufacturers’ index (Pmi) dei servizi del Giappone stilato da Markit è calato ancora in marzo rimanendo sotto la soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione. Il dato relativo allo scorso mese ha segnato un moderato declino a 48,4 punti, ai minimi dall’aprile 2014, da 48,5 punti di febbraio (51,3 punti in gennaio). Scende sotto la soglia che separa crescita da contrazione anche il Pmi composite, che si attesta in marzo a 48,8 punti da 50,0 di febbraio (51,7 punti in gennaio). La lettura preliminare dell’indice anticipatore del Giappone in febbraio ha segnato un declino a 105,3 punti da 105,5 del dato finale di gennaio (dopo 103,7 e 105,3 punti rispettivamente in novembre e dicembre), contro attese degli economisti per un flessione decisamente più marcata a 104,9 punti. L’indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell’economia, è calato significativamente in febbraio a 110,5 punti da 113,3 di gennaio (110,6 in dicembre). Da segnalare che il primo trimestre più debole del previsto per l’economia Usa dovrebbe essere solo un rallentamento temporaneo per gli Usa. Ne è convinto Bill Dudley, presidente della Federal Reserve di New York. Intervistato lunedì, Dudley ha sottolineato quanto sia cruciale monitorare gli sviluppi per valutare se la debolezza del mercato del lavoro in marzo indichi un rallentamento più significativo. Il mese scorso sono stati creati appena 126.000 posti di lavoro, livello più basso dal dicembre 2013, contro i 245.000 attesi dagli economisti. Secondo Dudley la performance negativa è però legata a fattori contingenti (tra cui un inverno particolarmente rigido e le dispute occupazionali nei maggiori porti della West Coast), la cui reale portata è comunque ancora da valutare. Borsa Usa A New York i principali indici hanno chiuso la prima seduta della settimana in rialzo. Il Dow Jones e l’S&P 500 hanno guadagnato lo 0,66% mentre il Nasdaq Composite ha messo a segno un progresso dello 0,62%. I dati macroeconomici, inferiori alle attese, pubblicati in giornata hanno allontanato i rischi di un aumento dei tassi di interesse da parte della Fed. Il mese scorso sono stati creati appena 126 mila posti di lavoro, livello più basso da dicembre 2013, contro i 245 mila previsti. L’indice Ism non manifatturiero è invece calato a sorpresa a marzo a 56,5 punti, al minimo da inizio anno, contro i 56,9 punti del mese di febbraio. Gli analisti avevano previsto un dato invariato a 56,9 punti. Sul fronte societario acquisti sul settore energetico grazie al balzo del prezzo del petrolio sul mercato Nymex. Il greggio, tipologia Wti ha guadagnato il 6,11% a 52,14 dollari al barile. Sugli scudi Microsoft (+3,11%). Il titolo del produttore del sistema operativo Windows si è avvantaggiato del miglioramento del rating (a outperform da market perform) deciso dagli analisti di Wells Fargo. In evidenza anche Tesla Motors (+6,34%). Il produttore di auto elettriche ha consegnato nel primo trimestre oltre 10 mila veicoli. Informatica +3,64%. Secondo indiscrezioni il gruppo dei software per le imprese avrebbe ricevuto due offerte di acquisto. Mattel +5,96%. B. Riley & Co. ha migliorato la raccomandazione sul titolo del produttore di giocattoli a buy da neutral. Europa Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,8%, il Cac40 di Parigi lo 0,9%, il Ftse100 di Londra lo 0,7% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,6%. Acquisti in particolare sul settore petrolifero e sul comparto legato alle risorse di base. Tra i singoli titoli TNT Express +30%. Il colosso delle spedizioni FedEx ha lanciato una Opa amichevole sulla rivale olandese a 8 euro per azione per un controvalore complessivo di 4,4 miliardi di euro. Italia Il Ftse Mib segna +1,02%, il Ftse Italia All-Share +0,96%, il Ftse Italia Mid Cap +0,55%, il Ftse Italia Star +0,52%. In evidenza a Milano soprattutto Saipem (+2,6%) dopo che la controllante Eni ha proposto Stefano Cao come nuovo amministratore delegato. In verde anche Tenaris (+1,8%) e la stessa Eni (+1,8%): in un’intervista sabato al Corriere della Sera l’amministratore delegato Claudio Descalzi ha affermato che sta valutando la eventualità di una cessione del 15% del gas in Mozambico. Ottimo avvio di seduta per UBI Banca (+2%) nonostante la decisione di Fitch di venerdì scorso di tagliare il rating di lungo periodo dell’istituto a BBB da BBB+, con che passa a stabile da negativo. In verde Azimut (+1,6% a 26,79 euro): gli analisti di Goldman Sachs hanno alzato il prezzo obiettivo del titolo a 31,20 euro da 27,40 euro e lo hanno confermato il titolo nella “Conviction Buy List”, la lista dei titoli da comprare. In buona forma A2A (+1,7%): il Corriere della Sera ha riportato le voci di un possibile ingresso del Fondo Strategico Italiano (fondo all’80% della Cassa Depositi e Prestiti Cdp) nel capitale del gruppo con un investimento di 170-180 milioni di euro che diluirebbe al 40-42% le quote complessive dei comuni azionisti (Milano e Brescia) fornendo nuove risorse per eventuali aggregazioni. Stamane Il Sole 24 Ore evidenziava che nei bilanci preventivi dei comuni soci di A2A sarebbe indicata la previsione di una cedola in linea con quella dello scorso anno. Maire Tecnimont (+5,1%) balza in avanti in avvio di seduta grazie all’aggiudicazione, tramite le controllate Tecnimont SpA e KT – Kinetics Technology SpA, di un contratt o da 350 milioni di euro da parte di SOCAR (State Oil Company of the Azerbaijan Republic) per la realizzazione di un impianto di polipropilene, unità e strutture correlate su base EPC lump sum nel complesso petrolchimico di Sumgayit, a 30 km circa a nord di Baku, in Azerbaijan. Sottotono gli automobilistici FCA (-0,9%) e Pirelli (-0,1%), mentre Italcementi (-1,3%) perde quota dopo che gli analisti di UBS hanno peggiorato la raccomandazione sul titolo a SELL da NEUTRAL. Seduta col brivido per Saras (-4,6%) che viene sospesa per eccesso di ribasso a -9,45% per poi rientrare in contrattazione ma ben al di sotto della parità. Il titolo è reduce da un rally da +40% nelle 2/3 settimane che hanno preceduto il fine settimana di Pasqua.


I dati macro attesi oggi Martedì 7 aprile 2015 09:15 SPA Indice PMI servizi mar; 09:45 ITA Indice PMI servizi mar; 09:50 FRA Indice PMI servizi (finale) mar; 09:55 GER Indice PMI servizi (finale) mar; 10:00 EUR Indice PMI composito (finale) mar; 10:00 EUR Indice PMI servizi (finale) mar; 10:30 GB Indice PMI servizi mar; 11:00 EUR Indice prezzi alla produzione feb.