Più rispetto per le aziende o andiamo via tutti

22

Il presidente di Confindustria Campania: Imprenditori trattati come criminali, in tanti stanno per abbandonare questa Regione. A Renzi chiedo di riformare il sistema dei controlli, troppo penalizzante. Io ho scelto la Spagna e vi spiego perché lì si lavora bene [caption Il presidente di Confindustria Campania: Imprenditori trattati come criminali, in tanti stanno per abbandonare questa Regione. A Renzi chiedo di riformare il sistema dei controlli, troppo penalizzante. Io ho scelto la Spagna e vi spiego perché lì si lavora bene Chiediamo rispetto. Non è possibile che chi crea ricchezza sia trattato come un criminale. Di questo passo ce ne andremo tutti all’estero. E sia chiaro che non si tratta di un semplice sfogo. La misura della pazienza di noi imprenditori è colma”. Il presidente degli Industriali di Avellino Sabino Basso, titolare di un’affermata impresa produttrice di olio e a capo di Confindustria Campania, questa volta abbandona il linguaggio diplomatico e non le manda a dire. Presidente, che succede? Il contesto è contro di noi. Con il sistema attuale di tassazione e controlli, mandare avanti un’impresa è diventato impossibile. Per il momento siamo a un livello elevato di malessere generale. Il prossimo passo è la fuga in massa verso altre aree d’Italia o all’estero. Cosa si potrebbe fare per invertire la rotta? Vorrei utilizzare questo mezzo per rivolgermi direttamente al presidente del consiglio dei ministri, Matteo Renzi, per indicargli quale potrebbe essere la vera rivoluzione in grado di assicurare un futuro stabile alle imprese. Ci provi. È pronto? Prontissimo. Renzi deve sapere che senza cambiare la mentalità di chi gestisce il sistema dei controlli e delle autorizzazioni il mondo produttivo è destinato a morire. Mi spiego meglio: è mai possibile che i controllori, e in Italia ce ne sono tantissimi – dagli ispettorati del lavoro alla Guardia di Finanza passando per l’Agenzia delle Entrate, l’Inps e decine di altri enti – vengano in azienda già con l’idea di dover applicare una multa? Noi imprenditori, soprattutto al Sud, veniamo trattati come criminali. Perché dice “soprattutto al Sud”? Perché mi risulta che nel Centro-Nord c’è comunque una forma di mobilitazione ambientale a sostegno delle aziende che producono profitti e danno lavoro. Posso dire senza tema di smentita che l’atteggiamento, altrove, è differente che da noi. Renzi che cosa potrebbe fare? Una bella rivoluzione sarebbe introdurre i controlli su appuntamento. Noi siamo disponibili ad aprire le porte delle nostre aziende a qualsiasi forma di verifica però dobbiamo anche avere la possibilità di organizzare il lavoro in maniera tale da non dover fermare la produzione quando arriva un’indagine. Ora che succede? Si procede per blitz. Quando un pubblico ufficiale entra negli uffici di un’impresa ha l’atteggiamento di chi sta per arrestare un latitante. Le scene a cui si assiste sono assimilabili a quelle delle retate che le forze dell’ordine effettuano quando devono assicurare alla giustizia qualche esponente della criminalità organizzata. L’effetto che si produce qual è? Gli imprenditori hanno paura, non investono, non assumono, cercano soluzioni alternative. Per esempio? Una nuova collocazione per le proprie attività. Chi decide di andare a produrre all’estero trova tappeti rossi ad aspettarlo. Chi fa muovere l’economia e crea occupazione viene rispettato, aiutato. Quanto è diffuso questo tipo di malessere in Campania? Molto più di quanto non appaia. Non si contano gli imprenditori che si stanno organizzando per andare via. Ormai è una questione di sopravvivenza più che di profitto. C’è anche chi non può delocalizzare ed è costretto, per la natura della propria attività, a restare sul posto. Molti sono già saltati. Se non facciamo attenzione, perdiamo anche i sopravvissuti. Scusi ma Confindustria Campania che fa per dare forza alle imprese? Purtroppo nell’opera di modifica di un sistema che comprende controlli nelle aziende e tasse non abbiamo poteri specifici. Però possiamo sollevare il problema, come stiamo facendo, pressare le istituzioni, mettere tutti in guardia su quello che può accadere se non si interviene in tempi ristretti. Lei che fa, va via? Ho aperto una divisione in Spagna, un Paese che ha grande rispetto per gli imprenditori, e attendo di capire qui come evolve la situazione. In che cosa la Spagna è più attrattiva? Basta un esempio: il rimborso dell’Iva. Lì lo liquidano in venti giorni, qui da noi occorrono tre anni. E cos’altro? La mentalità. Non mi stanco di dirlo. Fuori dall’Italia chi fa impresa viene incoraggiato e sostenuto nella fase di crescita. Qui sembra che le istituzioni non riescano a comprendere quanto sia seria la situazione. Se le imprese che ancora resistono se ne vanno lo Stato dove li va a prendere i soldi delle tasse che perde? E chi è pagato per fare i controlli dove va se non c’è più nulla da verificare? Queste sono domande che il Governo, le istituzioni e gli enti di cui ho parlato dovrebbero porsi. C’è ancora speranza per chi fa impresa in Campania? Potremmo farcela. Abbiamo idee e mezzi ma senza istituzioni che ci rispettano è impossibile andare avanti. E sia chiaro: qui nessuno vuole contributi e agevolazioni, quella stagione è finita. Chiediamo solo di poter lavorare sereni.