Più soldi alle banche
Esame alle imprese

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Buone e cattive notizie dalla decisione della Banca centrale Europea di varare il Quantitative Easing, il programma di acquisto di titoli di Stato dei paesi dell’Eurozona allo scopo di iniettare liquidità Buone e cattive notizie dalla decisione della Banca centrale Europea di varare il Quantitative Easing, il programma di acquisto di titoli di Stato dei paesi dell’Eurozona allo scopo di iniettare liquidità in un sistema inaridito. La buona notizia è che comunque il passo è stato fatto. Ampiamente anticipato dai mercati –e dalla Banca Svizzera che ha sganciato per tempo il suo Franco dal valore della moneta unica –, sarebbe stato un disastro se il gesto fosse stato disatteso. La cattiva è il modo con il quale è stato fatto il passo: lasciando cioè ai paesi membri l’80 per cento della responsabilità avendo la banca centrale europea scelto di rispondere di appena il 20 per cento dei rischi connessi alla manovra. Il segnale è che l’unità politica del Continente è lontana da venire, che il dominus tedesco non si fida dei suoi compagni di viaggio (Grecia, Spagna e anche Italia), che le conseguenze di questa decisione sono ancora tutte da scoprire. Una volta dotate le banche di nuove disponibilità, si dovrà verificare quale tipo di domanda potranno realmente soddisfare. Se progetti di sviluppo come vorrebbe l’impianto europeo o appelli al salvataggio come il mercato richiede. I soldi freschi che il sistema del credito s’impegna a trasferire alle imprese dovranno essere utilizzati per alimentare investimenti produttivi e non per tappare falle di gestioni compromesse e di difficile sostenibilità. Ma la stragrande maggioranza dei soggetti teoricamente beneficiari dell’iniziativa, soprattutto al Sud, non naviga in acque tranquille e con molta difficoltà potrà davvero percepire vantaggi dalla rinnovata disponibilità di moneta. Insomma, per dare avvio al circolo virtuoso che dovrebbe condurre alla rivitalizzazione del tessuto economico, con conseguente miglioramento del benessere generale, occorre che lo strumento sia utilizzato nel modo giusto. Forse per sfiducia che questo possa accadere dappertutto con la stessa diligenza, la Banca Europea (leggi Germania) ha deciso di non immischiarsi più di tanto nelle faccende domestiche lasciando alla periferia il peso delle proprie azioni. Come sempre, sarà un problema di uomini e comportamenti.