Il pianeta Pil e la ricerca della felicità

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Da quando nel 2004 il piccolo regno del Bhutan ha iniziato a misurare il suo benessere con un indice che, mutuando dal PIL, ha chiamato Felicità Interna Lorda, si susseguono le statistiche sulla felicità. Ben diversa dal ‘Pianeta PIL’ è l’immagine del ‘Pianeta Felicità’ che appare osservando i dati del World Happiness Report che copre 156 paesi. I primi dieci felici hanno poco più di un terzo della popolazione americana. I quattro di testa sono paesi scandinavi. In complesso, sette sono i paesi europei, due quelli dell’Oceania, uno del Nord America.

Il loro PIL pro capite, un indicatore che misura lo standard di vita di un paese, è alto. Norvegia e Svizzera, tra i primi dieci in questa graduatoria, lo sono anche in quella della felicità. Prendendo in esame l’indicatore della ricchezza per adulto, sei tra i dieci paesi più ricchi rientrano anche nel gruppo di testa della felicità. Ricchezza e/o un alto standard di vita sono due ascensori che portano ai piani più alti della felicità? Puntare alla felicità è come correre su un terreno scivoloso. Ne dà testimonianza il Premio Nobel per l’economia Amartya Sen secondo cui si potrebbe essere benestanti, senza stare bene. Oppure, stare bene senza essere in grado di condurre la vita desiderata. Pur avendola, non è detto che si sia davvero felici. Si potrebbe esserlo senza avere molta libertà. Si potrebbe avere una buona dose di libertà, senza raggiungere risultati importanti.

Primi dieci paesi del ‘pianeta Felicità’ e loro piazzamento nelle graduatorie del Pil pro capite e della ricchezza per adulto

Il contrasto tra le immagini dei due ‘Pianeti’ induce a riflettere sul significato e sul valore della felicità, al di là dell’orizzonte del PIL entro cui le persone dicono di trovarsi in difficoltà quando posti di fronte a una crescente varietà di bene e servizi. Nel prendere la decisione giusta interviene il tarlo del dubbio, suggerendo che si stia rinunciando a una scelta migliore. La paventata perdita è l’anticamera di uno stato d’insoddisfazione che alimenta l’infelicità.
piero.formica@gmail.com