Una piattaforma interattiva per la gestione dell’acqua: Cubit partner del progetto Power

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Istituire una Digital Social Platfom (DSP) online, interattiva e accessibile a tutti, dove condividere conoscenze ed esperienze riguardanti i problemi legati all’acqua – scarsità, sicurezza, qualità, consumo –, facendo crescere la consapevolezza dei cittadini e delle amministrazioni sul tema e creando un importante strumento di supporto alla gestione delle reti idriche, dentro e fuori i confini europei. Questo l’obiettivo di POWER (Political and sOcial awareness on Water EnviRonmental challenges), progetto europeo di durata quadriennale – è partito a dicembre 2015 e si chiuderà a novembre 2019 – finanziato nell’ambito del programma quadro H2020, a cui collaborano 12 partner internazionali che operano nella ricerca ambientale e sociale, nella piccola e media imprenditoria innovativa e nel no-profit, coordinati dalla De Monfort University di Leicester (Regno Unito). L’Italia ne è parte integrante con Cubit (Consortium Ubiquitous Technologies), società consortile nata nel 2007 in Toscana, per volontà del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, del Polo Tecnologico di Navacchio (Pisa) e di alcune imprese innovative del territorio.
Città chiave – “La piattaforma è già a disposizione delle cosiddette Key Demonstration Cities, le quattro città che stanno sperimentando le tecnologie digitali sviluppate per il progetto, lavorando ciascuna su una problematica specifica”, spiega a IlDenaro.it il prof. Giuliano Manara, Presidente di Cubit e docente dell’ateneo pisano. Tra queste Leicester e Milton Keynes, nel Regno Unito, dove POWER prevede il coinvolgimento delle amministrazioni comunali: nella prima, soggetta a frequenti alluvioni e inondazioni, tramite la piattaforma vengono fornite informazioni in tempo reale sui livelli delle acque dei fiumi e della rete fognaria; la comunità della DSP di Milton Keynes, località britannica afflitta dalla siccità, offre invece agli abitanti idee e consigli per ridurre i consumi idrici, risorse educative in tema di water management e strumenti per monitorare online l’uso dell’acqua. Poi c’è Gerusalemme, che sta combattendo contro tariffe elevate e approvvigionamento idrico limitato: qui Hagihon, water utility a livello regionale, sta promuovendo una serie di comportamenti virtuosi tra la popolazione, che può segnalare sulla DSP eventuali danni alle tubature e imparare a gestire la qualità dell’acqua a casa propria. Anche a Sabadell (Spagna) il progetto è portato avanti con la società di approvvigionamento idrico locale, la Companyia d’aigues (Cassa), che aggiorna i cittadini sulla qualità e le condizioni del suo servizio di distribuzione dell’acqua potabile e non potabile.
Per diventare Follower City – “Uno degli scopi del progetto è mettere in collegamento località accomunate da difficoltà simili, che possono aver trovato soluzioni diverse per risolverli – sottolinea Richard Elelman, ex sindaco di Figueres, in Spagna, e referente della Commissione Europea per le Politiche Sociali, tra gli ispiratori di POWER –. Altri aspetti fondamentali sono la divulgazione della cultura dell’acqua, che rappresenta la principale questione ambientale, sociale e politica del 21esimo secolo, la ricerca del consenso pubblico da parte della Comunità Europea, insieme alla condivisione delle best practices, rappresentate dai casi virtuosi delle Key Demonstration Cities”. Stanno venendo fuori, ancora, interessanti applicazioni a posteriori, come “la gestione di aspetti legati alla vita comunitaria in città che sono divise da un punto di vista politico, una su tutte Gerusalemme: dal momento che la piattaforma è stata tradotta sia in arabo che in israeliano, entrambi partecipano alla discussione in maniera molto amichevole”. Elelman intanto sta coinvolgendo le Bahamas e alcuni distretti di Los Angeles, che si candidano a diventare Follower Cities, città che manifestano interesse per le tematiche del progetto e che danno la loro disponibilità a effettuare una sperimentazione. Attualmente sono circa 50 quelle che hanno già aderito, non solo in Europa. “Per diventarlo è necessaria una delibera del consiglio comunale, si tratta di una procedura piuttosto semplice e rapida – aggiunge il prof. Manara –. La conseguenza per la Follower City è l’utilizzo immediato e gratuito della piattaforma digitale, che può essere adattata alle proprie esigenze specifiche”, dalla necessità di ridurre gli sprechi a quella di migliorare la qualità dell’acqua, fino alla ricerca di soluzioni per fronteggiare eventi meteorologici estremi, per esempio mettendo a disposizione degli utenti dati difficilmente raggiungibili altrove, “come le previsioni meteo sulla quantità di pioggia, oppure il livello del fiume a 100 metri dalla propria abitazione, riportato da un apposito sensore”.

Paola Ciaramella