Piattaforme tv pirata, base a Napoli: oltre 5 milioni di utenti. Truffa da 60 milioni di euro l’anno

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In foto il procuratore della Repubblica di Napoli Giovanni Melillo

Oltre 5 milioni di utenti solo in Italia, per un giro d’affari stimato in circa 60 milioni di euro annui. Questi i numeri, secondo gli investigatori, della piattaforma illegale finita nel mirino dell’operazione, coordinata dalla procura di Napoli e messa a segno oggi dalla guardia di finanza contro le tv pirata.
La piattaforma Xtream Codes, ideata da due cittadini greci, consente la trasformazione in dati informatici dei flussi audiovisivi protetti da copyright. I membri dell’organizzazione, come emerso dalle indagini, predisponevano e gestivano all’estero spazi informatici attraverso i quali ritrasmettevano i segnali su larga scala, anche in Italia. Una fitta rete commerciale, diffusa su tutto il territorio nazionale e con basi prevalentemente in Lombardia, Veneto, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia riceveva il segnale grazie a questa tecnologia acquisendo illegalmente interi pacchetti di contenuti per la successiva rivendita al cliente finale ad un prezzo di 12 euro circa consentendo di vedere tutti i principali palinsesti Tv con un unico abbonamento. Otto ordini europei di indagine sono stati emessi dalla Procura di Napoli che, tramite l’Agenzia Europea per il coordinamento investigativo e la cooperazione giudiziaria ‘Eurojust’, sono stati eseguiti simultaneamente questa mattina in Olanda, Francia, Grecia, Germania e Bulgaria dalle rispettive polizie giudiziarie con l’ausilio dei militari del Nucleo Speciale nei confronti di 3 aziende e 5 persone fisiche oltre al sequestro ed all’oscuramento della intera piattaforma Xtream Codes, di 80 siti internet e di 183 server dedicati alla riproduzione e diffusione dei flussi audiovisivi, erogati, al momento del sequestro, ad oltre 700.000 utenti online. Venticinque gli obiettivi delle perquisizioni effettuate oggi sul territorio nazionale che, oltre a smantellare vere e proprie centrali adibite alla divulgazione abusiva del segnale ricevuto grazie alla piattaforma Xtream Codes, mirano ad aggredire i proventi illecitamente conseguiti dall’organizzazione mediante il sequestro di 197 rapporti finanziari tra account paypal, postepay e conti corrente.
“Mediante indirizzi ip siamo riusciti ad individuare questa organizzazione che spaziava in Italia e in Europa attraverso una serie di server collegati tra di loro e, attraverso la piattaforma Xtream Codes, riuscivano a creare una serie di pacchetti criptando il segnale di grandi aziende del settore televisivo vendendo a prezzi bassissimi tutti i pacchetti dei palinsesti tv”, ha sottolineato Giovanni Reccia, comandante del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza. L’indagine è stata diretta dal procuratore della Repubblica diNapoli Giovanni Melillo e coordinata dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli e dal sostituto procuratore Valeria Sico. Il procuratore Melillo ha puntato l’attenzione sull’importanza del lavoro fatto e dell’operazione messa a segno in vari Stati europei: “E il risultato di un lavoro di coordinamento investigativo importante realizzato insieme ad Eurojust e alla procura di Roma, che ha un’indagine parallela che si va sviluppando nella stessa direzione di quella condotta dal mio ufficio”.