Pietro Funaro (Rivoluzione Cristina): Codice antimafia, attentato alla libertà

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“L’Italia fu durante l’Impero Romano culla del diritto. Dallo ius latino sono derivate leggi che sono state poste alla base di molte Costituzioni democratiche. Con l’approvazione del nuovo codice Antimafia che estende sequestri e confische dei beni anche ai sospettati di corruzione voluta dal PD siamo di fronte ad una legge che offende, limita ed attenta alla libertà degli italiani”: lo afferma il portavoce nazionale di Rivoluzione Cristiana Pietro Funaro. “E tutto questo mentre assistiamo al fallimento quotidiano di inchieste e dannosi arresti perpetrati ai danni di tantissimi esponenti politici e dirigenti pubblici e privati voluti ed orchestrati da Pubblici Ministeri politicizzati con l’unico scopo di farsi un “nome” con la complicità di giornalisti poco attenti e scrupolosi. Gli ultimi casi dei Mastella e di Ottaviano del Turco sono solo l’epilogo di una lunga e triste lista”, continua Funaro. “Inoltre, se si guarda con attenzione alle statistiche sulla fiducia di cui “gode” certa magistratura oggi si verifica un trend molto ma molto negativo”. “Ora con questa nuova legge si limiterà ancor di più la partecipazione alla vita pubblica sia politica che istituzionale. Chi volete che metta a rischio i proprio beni sol perché qualche magistrato in cerca di pubblicità lo pone sotto inchiesta con accuse che poi si riveleranno, dopo molti anni, fasulle o architettate apposta come i fatti di cronaca recente dimostrano?” sottolinea l’esponente politico. “La corruzione non si combatte in questo modo liberticida ed antidemocratico. Auspichiamo che il centrodestra vinca le prossime elezioni politiche per porre rimedio ai gusti ed ai disastri che il centrosinistra ha prodotto in questi anni” conclude Funaro.