Pil pro-capite, la crisi ha aumentato il divario Nord-Sud. Campania fanalino di coda

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La crisi ha aumentato il divario tra il Nord e il resto del Paese. Dal 2008 al 2014 (anno di cui sono disponibili i dati piu’ recenti), il Pil pro capite degli italiani e’ sceso del 10,4%, passando da 28.194 a 25.257 euro (-2.937). Ma questo calo non si e’ distribuito in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Se infatti nel 2008 la media del Pil pro capite delle Regioni del Sud e del Centro era inferiore rispetto alla media delle Regioni del Nord (rispettivamente del 40,3% e dell’11,3%), nel 2014 questa forbice si e’ ampliata, arrivando rispettivamente al 41,2% e al 13,7%. E’ questa la conclusione a cui e’ giunta una ricerca del Centro studi ImpresaLavoro (pubblicata all’indirizzo http://impresalavoro.org/pil-pro-capite-regione-regione-la-crisi-aumenta-divario-nord-sud/

) che analizza i dati del Prodotto interno lordo per abitante, concatenati all’anno di riferimento 2010.
Nessuna Regione italiana è riuscita ancora a tornare sui livelli pre-crisi, ma in alcuni casi il calo del Pil e’ stato piu’ sensibile. In fondo alla graduatoria, ordinata per variazione percentuale negativa, troviamo Campania (-15,7%), Umbria (-15,2%), Liguria (-14,0%), Calabria (-13,2%) e Lazio (-12,8%). Restano al di sotto del dato nazionale anche Piemonte (-12,4%), Sicilia (-12,2%), Friuli-Venezia Giulia (-11,9%) e Marche (-11,3%).