Pittura, il genio creativo di Giuseppe Leone in “Viaggio” a Genova

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L’arte è viaggio e il viaggio, in un modo tutto suo, non può che essere una forma d’arte: un aprirsi verso l’ignoto o verso un conosciuto che ogni volta diventa scoperta, esperienza nuova. E’ così che Giuseppe Leone, artista sannita, rinforza, dopo la mostra del 2005 presso l’Accademia Ligustica, il suo rapporto con la città di Genova. Sarà infatti presso Palazzo della Meridiana che l’esposizione  “Il Viaggio – Mediterraneo racconti su conchiglia” sarà presentata venerdì 13 gennaio 2017, per rimanere in esposizione sino a domenica 29 dello stesso mese. La mostra, accompagnata da un prezioso catalogo, muove da una serie di lavori incisori di Leone degli anni ’90, riproposti e fatti rivivere su conchiglia grazie all’aiuto dei maestri dell’incisione del corallo e del cammeo di Torre del Greco. “Le opere d’arte di questa mostra – spiega l’Ing. Davide Viziano – sono un microcosmo fantastico che mani esperte hanno reso possibile per la gioia degli occhi. Non mancano i richiami usuali dei quadri di Giuseppe Leone: le barche, Narciso, il Vesuvio e più in generale il tema del Viaggio così caro all’artista”. Un viaggio che non si esaurisce però nel percorso fisico ed intellettuale tra le due regioni, la Liguria e la Campania, ma fugge in tante e plurime direzioni, inglobando l’Europa tutta e il nostro Mar Mediterraneo, luogo dei luoghi, terra( seppur terra non è) di confine, culla di civiltà.

Leone precisa come i suoi lavori degli anni ’90 abbiamo trovato nome in uno scritto dell’amico Michele Sovente che con l’espressione “Prodigiose Meteore” ne sottolineava la fugacità del tratto: un tratto rapidissimo che sapeva raccogliere in sé i guizzi di luce, l’incisività della potenza mitologica dell’immagine. Oggi quelle poderose figure rivivono su conchiglia nel tentativo di trasformare la lavorazione della valva in un fenomeno dai ritmi più moderni. Un primo passo, quello compiuto da Leone, per condurre il cammeo verso forme espressive originali, non più consumate dallo stereotipo, dai rigidi meccanismi  dell’artigianalità. E così il guscio, interamente intagliato, offre all’osservatore la possibilità di leggere un racconto, una storia. La sua stessa struttura si presta ad una lettura di stampo quasi cinematografico, nel senso di una disposizione visiva lineare e sequenziale vicinissima al cortometraggio o ad una lanterna magica. Intanto sul fondo torna la scrittura indecifrabile e firma di Leone su cui si adagia l’elemento consueto della barchetta. Una barchetta non solo incisa, ma in questa occasione, anche supporto marmoreo della preziosa conchiglia. Non poteva del resto non essere che una barca a traghettare, per così dire, il progetto dell’artista sannita fino a Genova, essendo questo un elemento a cui ha sempre affidato l’archetipo del viaggio e dell’andare. “L’artista volge il suo sguardo, anche e non marginalmente, ai significati che il viaggio assume nella declinazione contemporanea. La sua osservazione è attenta e partecipe. Egli prende di petto la questione, nella drammaticità con la quale essa si manifesta oggi, fra una cronaca che è già storia e una storia che non riesce a sottrarsi al cannibalismo della cronaca. (…) Le barche di disperati che partono dall’Africa, dal Medio Oriente, dirette sulle coste europee del Mediterraneo, divengono, nelle sue opere, le barchette di carta, che ogni bambino ha fatto navigare nel bagnetto della sua infanzia” spiega  Luigi Caramiello, una delle firme del catalogo. E il tema del Viaggio rimane immutato anche nella mitologia del Narciso. Il Narciso è, a suo modo, un esploratore, un viaggiatore, un migrante. Migra dal Sé verso il Sé: l’Io per il Narciso è punto di partenza e di approdo. Un viaggio non meno tormentato. Nel Narciso non si tratta di raggiungere un Eden lontano, una terra promessa carica di speranze,  ma di ricongiungersi alla sua stessa identità. In entrambi i casi è un viaggio verso la bellezza. Il Narciso diventa un Ulisse che ritorna a casa, un Magellano che naviga in tondo. E non resta allora che continuare a navigare, navigare fino a Genova per perdersi fra i racconti su conchiglia, fra gli echi del Mediterraneo, fra le storie sussurrate dalla voce di Leone.   

 

 

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Il viaggio “Mediterraneo” racconti su conchiglia di Peppe Leone