Più dimessi di così?

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Crisi di leader nella società occidentale. In mancanza di emergenti, tornano le vecchie coppie. In Francia Sarkozy con Carlà, in USA Hillary con Bill Clinton. Non c’è ricambio generazionale. Si ricorre a personaggi in naftalina. Qualcuno è tentato dall’azzardo delle Le Pen o di Trump, come nell’Est europeo, dove non si apprezza ancora la libertà. Da noi si esagera per eccesso di novità. Dopo l’esperimento Raggi, complice il ballottaggio, è molto gettonato Di Maio, esperto di Venezuela, che somiglia più all’elettore che allo statista. Sceneggiatura di Grillo, regia di Casaleggio jr. Chi perde non si dimette, nemmeno Orfini. Intanto Marino incalza con la sua Panda rossa. Ora ch’è stato assolto può parcheggiare dove vuole e persino recarsi a Philadelphia senza chiedere il consenso a nessuno. Stia attento, Santità. Ce l’ha anche con lei.

Quei cattolici che ne sanno più del Papa

Sale la tensione tra Mosca e Washington. Però, si tratta di guerra cibernetica. L’Italia manda truppe al confine russo. Nessuno se ne preoccupa. Ormai si sa che promesse e minacce non vengono mantenute. Molta curiosità, invece, per il Grande Fratello, edizione Vip, programma tv h24. Lo share è più alto del dibattito politico. La notizia più gettonata riguarda Stefano Bettarini. Pare che abbia baciato Mariana Rodriguez. Ecco perché molti si chiedono come abbia reagito Valeria Marini. Viviamo in un momento storico dai valori capovolti. I funerali laici si tengono sul sagrato di un duomo perché siano anche un po’ religiosi. Anziché ringraziare, il nuovo Nobel scompare pur essendo ancora vivo. Tornano i lefebvriani. Ce l’hanno con Francesco, che privilegia i poveri. La Chiesa è soprattutto dei ricchi. Questa volta Marino non c’entra.

Corona di spine

Mi dispiace per la madre, per la memoria di due persone esemplari come il padre e lo zio. Per tutti coloro che ritenevano esagerata la condanna, per Don Mazzi, convinto che non fosse socialmente pericoloso, e voleva riportarlo sulla retta via. Ma soprattutto per lui stesso che non riesce a comportarsi senza trasgredire, e senza neppure essere un criminale. È piuttosto un esibizionista, complessato, uno che non sta bene e che avrebbe bisogno di cure e affetto, da cui, però, rifugge. Il reato è il modo più facile per diventare protagonista. Ma anche il più stupido e nocivo per sé e per gli altri. Chissà quanti gli invidiano bellezza, fascino, intelligenza e iniziativa, che chiunque userebbe meglio e che lui, invece, spreca. Anzi, se ne serve per tornare periodicamente in prigione.

Un Nobel per la dignità

Non era grillino, come non era stato comunista. Forse non era neppure anticlericale. Come tutti i grandi veri artisti contrastava il potere, per ricordare a chi lo detiene che dovrebbe essere al servizio dei cittadini. Commovente il ricordo di Ambra Angiolini: “Mi camminava accanto, quando avrebbe potuto dare le spalle a un’esordiente”. E quello di Paola Cortellesi: “Mi ha insegnato a essere giovane”. Quando muore un grande, si dice che scompare un uomo d’altri tempi, che, purtroppo, chissà perché, cambiano sempre in peggio. Chi gli succede preferisce genuflettersi, per poter lavorare in tv e vivere tranquilli, “tanto non cambia niente”. Invece, ci sbagliamo. Se non fossero esistiti quelli come Dario Fo il mondo sarebbe peggiore. Come quello che lasceremo noi ai nostri figli.

Declinazione degli appellativi al femminile

Interviene addirittura la Crusca. Approvate avvocata, architetta sindaca e altre. Le innovazioni, però, alla Boldrini non bastano. Vuole essere Presidenta. Grasso al Senato pretenderà il titolo di Presidento? Il termine corrente, che è bisex, è certamente considerato neutro e nessuno lo vuole più. Di fronte a tali sottigliezze linguistiche, si dedurrebbe che alla Camera il lessico sia aulico e gli interventi dei deputati un concerto di parole. Invece la lite tra congiuntivi e condizionali è perpetua. Anziché coinvolgere gli accademici sarebbe più opportuno l’intervento di insegnanti elementari per ripassare grammatica e geografia. Non tutti i parlamentari sanno dove si trovino Cile e Venezuela. Non parliamo, poi, di consecutio temporum.