Plart Vision, domani il debutto a Napoli

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Nasce a Napoli “Plart Vision”: in occasione della XVIII Giornata del Contemporaneo, la Fondazione Plart, domani (sabato 8 ottobre dalle ore 10 alle ore 21) presenta al pubblico, con ingresso gratuito, il nuovo spazio global/local, dove l’arte e il design incontrano la tecnologia. L’installazione multimediale, che arricchisce l’offerta espositiva del Museo Plart, è realizzata con il contributo della Regione Campania- Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo ed è una produzione di Capware Lab, azienda campana che rappresenta un’eccellenza nel campo delle tecnologie digitali applicate alla Cultura. 

Nel cuore della città, la realizzazione di un’innovativa piattaforma, sede di mostre temporanee, installazioni artistiche e percorsi di narrazione multimediale immersivi,dove l’uso della tecnologia più innovativa è imponente:una ricca dotazione di video-proiettori disegna grandi scenari immersivi lungo 100 mq di immagini in alta definizione e un sofisticato sistema software permette riconfigurazioni tematiche istantanee dei contenuti degli ambienti multimediali; il tutto arricchito da suggestive teche olografiche, display e superfici sensibili al tocco ed effetti audio multi-direzionali gestiti da una sofisticata infrastruttura tecnologica con regia centralizzata.

A differenza di una collezione stabile, nella quale il materiale esposto è archiviato secondo regole rigide e inalterabili, qui tutto diventa oggetto di sperimentazione continua.In questo luogo, aperto alla progettualità di tutti, sarà possibile immaginare e realizzare nuovi modi di comunicazione della cultura, più flessibili e immateriali, ma al contempo ricchi di contenuti e di narrazioni.

Il secolo della plastica.
Oggetto del primo straordinario viaggio immersivo proposto da Plart Vision è “Il secolo della plastica”, un racconto avvolgente che ricostruisce la grande avventura dell’invenzione della plastica. Entrando nella galleria multimediale del Plart, il visitatore si ritrova al centro di un flusso di immagini, suoni e testi suggestivamente combinati insieme per comunicare contenuti culturali e forti emozioni. A partire dalla scintilla luminosa che dà inizio al percorso…

Formule chimiche, parole in movimento e, un’esplosione di colori, fanno da cornice alle figure di scienziati, capitani d’industria e progettisti, che da pionieri hanno esplorato il variegato mondo delle plastiche. Il cosiddetto materiale “dei mille usi” appare qui in una vasta gamma di oggetti che hanno trasformato profondamente gli ambienti domestici, i contesti lavorativi e il nostro stile di vita.

“Non solo polimeri sintetici– spiega la fondatrice del museo, Maria Pia Incutti – ma, fedele alla sua mission, anche in questa innovativa installazione multimediale, la Fondazione Plart si schiera in prima linea per difendere l’ambiente e diffondere un uso responsabile e sostenibile delle plastiche. In particolare, dopo aver attraversato la storia dei polimeri, il percorso di Plart Vision passa in rassegna le iniziative concrete che in questi anni la Fondazione ha messo in campo per promuovere artisti e designer impegnati sul fronte delle bioplastiche non inquinanti. È soprattutto qui che i nuovi linguaggi della comunicazione digitale accettano la sfida di parlare alle nuove generazioni per trasmettere loro in forma di gioco contenuti di urgente attualità”.

Strettamente funzionali a tale finalità sono anche le tre teche olografiche distribuite lungo la galleria e le due plance interattive che permettono al visitatore di sfogliare il catalogo della Collezione Plart.


Plarti vision: nuovi percorsi multimediali tematici
Sin dall’inizio, gran parte della ricerca alla base del progetto è stata dedicata alle possibilità aperte dalle tecnologie in quanto media, nella convinzione che queste potessero restituire modalità comunicative più efficaci e intuitive al fine di coinvolgere e incuriosire anche il visitatore più distratto. Se, come scriveva McLuhan, i media riorganizzano le nostre facoltà psichiche e i nostri sensi, questo spazio multimediale, sviluppandone le potenzialità comunicative, rende da oggi possibili nuovi modi di fare esperienza.

Una serie di installazioni modulari, create con video-proiezioni immersive e tecnologie all’avanguardia, elevano i contenuti multimediali in mostra, mettendoli in dialogo tra di loro come in un ipertesto da attraversare fisicamente, permettendo allo stesso tempo di scomporre e ricomporre nuovi percorsi multimediali tematici, che completano il palinsesto della programmazione culturale della Fondazione Plart.

Per i partecipanti sarà un’occasione di grande suggestione emotiva ma anche di inesauribile potenzialità comunicativa, certamente unica nel suo straordinario mix di novità e tecnologia.

La rivoluzione digitale apre alla cultura per colonizzare nuovi spazi in una città, Napoli, che si candida a diventare una Capitale dell’arte e della cultura anche nell’epoca del digitale, del metaverso e della realtà aumentata e virtuale.

Museo Plart 
Plart, acronimo di plastica, arti, ricerca e tecnologia, è un’istituzione dedicata alla ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica per il recupero, il restauro e la conservazione delle opere d’arte e di design in materiali polimerici. Nasce a Napoli nel 2008 dall’idea della sua presidente Maria Pia Incutti, imprenditrice, mente creativa e collezionista di oggetti di design e d’uso comune diventati parte della collezione permanente dell’istituzione. Le attività di quest’ultima spaziano dall’organizzazione di mostre alla commissione di nuove opere, dalle iniziative educative alla progettazione di workshop e pubblicazioni. Vi è, inoltre, un centro di ricerca scientifica per la conservazione e il restauro dei polimeri, nonché per lo studio di nuovi linguaggi multimediali, cui si affiancano una struttura espositiva e un laboratorio per l’attività didattica.

Da tempo la Fondazione PLART ha introdotto il multimediale per diffondere la cultura delle materie plastiche e per condurre il fruitore alla scoperta dei polimeri. Il nuovo progetto dell’esperienza multimediale “Il Secolo della Plastica”, come spiega Mario Capasso, direttore artistico e designer multimediale di CAPWARE Lab, “è un’installazione immersiva che rappresenta, attraverso la multimedialità, un invito a entrare nella storia della plastica, riflettere sull’impatto delle plastiche nelle nostre vite e nel nostro ecosistema, offrendo lo spunto per una riflessione sull’uso consapevole delle materie plastiche in una scenografica ‘call to action’ multimediale; un invito ad agire insieme e cooperare in una rete di interconnessione globale che, attraverso il dibattito e il confronto, farà nascere nuove soluzioni, idee e visioni per la tutela del nostro pianeta in un futuro sostenibile per le prossime generazioni.”

Descrizione degli allestimenti “permanenti” del Museo Plart
La sala denominata “L’era del diamante” è un punto di snodo tra l’esperienza immersiva di Plart Vision e la collezione storica del Museo Plart. Elemento predominante dell’allestimento è la ricostruzione in scala di una molecola organica sui cui atomi sono disposti oggetti della collezione ispirati al mondo dei cartoon. Troneggia al centro, Randagio, un cane in polistirene nato da scarti di lavorazione di un’azienda campana. Questo stesso personaggio immaginario è il protagonista del film animato “L’incredibile storia di Max e Randagio” del regista Pasquale Napolitano, che viene proiettato su una delle pareti della sala. L’altro elemento che in questa sala seduce i visitatori è il San Gennaro realizzato dal duo di artisti Andrea Barzini e Silvio Pasquarelli, frutto di un riciclo creativo dei più svariati prodotti appartenenti alla categoria dell’usa e getta. Oltrepassata questa sala il visitatore accede ai vari allestimenti della collezione permanente.

Il primo, in una grande teca sinusoidale, racconta i vari materiali che compongono la famiglia delle plastiche. Questa esposizione dialoga con due touch screen nei quali il visitatore può sfogliare il catalogo digitalizzato della collezione e interrogarlo sulla base di alcuni hashtag strategici.

Il secondo, denominato “Novecento: così lontano, così vicino”è costituito da tre stanze che raccontano rispettivamente l’incontro della plastica con la musica, la scrittura e la cucina intesa come ambiente domestico. A narrare di questi incontri, in qualità di curatori, sono Carlo MorelliCarmen Pellegrino Claudio Gambardella: un prisma di sguardi che dall’esterno proiettano una luce nuova sulla Collezione Plart. Il terzo allestimento, “In sintesi Plart. Il fascino del Novecento”, a cura di Pina Di Pasqua, si compone di undici teche in cui, suddivisi per decadi sono esposti oggetti che testimoniano l’evoluzione progettuale dei materiali polimerici.