Pmi campane in Usa e Brasile:
nel 2015 sarà boom di scambi

55

Che Usa e Brasile costituiscano un bacino di mercato fortemente attrattivo per le imprese campane è testimoniato dagli ultimi dati diffusi dalla Camera di commercio di Napoli. Ma, grazie al Che Usa e Brasile costituiscano un bacino di mercato fortemente attrattivo per le imprese campane è testimoniato dagli ultimi dati diffusi dalla Camera di commercio di Napoli. Ma, grazie al nuovo contesto economico internazionale (e al calo del dollaro e dei costi energetici) il 2015 potrebbe essere un anno boom per gli scambi commerciali. L’anno scorso il giro d’affari della regione con gli Stati Uniti ha riguardato circa 680 milioni di euro di importazioni e oltre 1 miliardo di esportazioni, mentre quello con il Brasile vale qualcosa come 85 milioni di euro nelle importazioni e quasi 137 milioni nelle esportazioni. E se il Pil americano nel 2014 è cresciuto del 2,4% (il livello maggiore da quattro anni), il Brasile è ormai la settima economia del mondo e la crescita è prevista in accelerazione fino all’1,8% nel 2016. Allo scopo di aiutare le imprese campane e della provincia di Napoli a intercettare le opportunità di crescita di quei Paesi, UniCredit (assieme all’Unione Industriali di Napoli) ha organizzato un incontro – dal titolo Forum USA e Brasile – a cui hanno partecipato 130 aziende della provincia di Napoli, sul tema: come sviluppare la propria attività verso due mercati strategici per dimensioni, collocazione geografica e predisposizione verso i prodotti italiani. Il Forum, spiegano all’Unione industriali, si inquadra in una strategia organica di sviluppo “fondata su un metodo collaborativo e partecipativo, volto a coinvolgere tutti i principali stakeholder nel processo di internazionalizzazione delle imprese, dalla Regione alla Camera di commercio, dalle banche all’Ice alla Simest, alla Sace, alle Agenzie di attrazione degli investimenti”. Nel corso dell’incontro (a cui hanno partecipato il presidente degli Industriali di Napoli, Ambrogio Prezioso, Presidente Unione Industriali di Napoli, il Console Generale Usa a Napoli, Colombia A. Barrosse) Alessandro Poli, vice presidente di UniCredit International Center Italy, e Renzo Regini, manager UniCredit a San Paolo del Brasile, hanno illustrato le scenario politico-economico del mercato statunitense e brasiliano, soffermandosi in particolare sulle opportunità di inserimento nel Paese sudamericano. E’ emerso che, nella provincia di Napoli, il valore delle esportazioni verso gli Usa, nel 2014, è stato di circa 830 milioni di euro; 500 milioni quello delle importazioni: con un calo del 16% per quanto riguarda le vendite e un aumento del 12% negli acquisti. Verso il Brasile, invece, l’export (100 milioni nel 2014) ha fatto registrare un aumento del 26%, mentre gli acquisti (50 milioni nel 2013) sono progrediti del 3%. E se i Console Usa ricorda che “gli Stati Uniti sono sempre un luogo vantaggioso dove investire“: (poca burocrazia, leggi sul lavoro flessibili, un sistema giudiziario efficiente, unmercato ampio e ricco) Massimo D’Olimpio, Deputy Regional Manager Sud di UniCredit, sottolinea che quest’anno “le esportazioni totali da Napoli in Brasile aumenteranno di quasi il 3%”. Usa e Brasile rappresentano tra i principali mercati di sbocco per molte eccellenze del territorio campano. Nel 2014 i settori trainanti per le esportazioni campane inUsa sono stati i mezzi di trasporto, i prodotti alimentari, bevande e tabacco e i prodotti tessili, per quasi 68 milioni di euro.