Pmi campane nel mondo:
seconda tappa del piano Ice

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Favorire l’espansione internazionale delle piccole e medie imprese campane premendo sul duplice tasto della formazione e della promozione. E’ l’obiettivo del Piano export per le Regioni Favorire l’espansione internazionale delle piccole e medie imprese campane premendo sul duplice tasto della formazione e della promozione. E’ l’obiettivo del Piano export per le Regioni della Convergenza (noto come Export Sud), di cui è in partenza la seconda edizione. Il programma è gestito e coordinato dall’Ice (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese) e rientra tra le misure del cosiddetto Pac, il Piano di coesione varato nell’ambito del Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Competitività”. Per Riccardo Monti, presidente dell’Ice, la novità di Export Sud consiste nel dare risposta “ai bisogni locali di internazionalizzazione mediante iniziative integrate e trasversali, formative e di promozione”. L’avviso pubblico di partecipazione relativo alla seconda edizione del piano è stato appena pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania (n. 18 del 16.03.15) e dal sito dell’Ice. Scade il prossimo 3 aprile. Organizzato in collaborazione con l’Eurosportello della Camera di commercio e con l’Unione industriali, l’Export Lab Campania è un percorso formativo destinato a 30 Pmi manifatturiere e di servizi, start-up, Consorzi, Reti di impresa e poli tecnologici della Campania. Scopo del corso è dare alle imprese l’opportunità di sviluppare le loro conoscenze e competenze tecnico-manageriali al fine di accrescere il loro business e la competitività sui mercati esteri. Il corso, della durata di circa 9 mesi, si articole rà in tre fasi. La prima fase (formazione in aula) si svolge a partire da fine aprile presso l’Eurosportello: si articola in moduli formativi della durata di 1 o 2 giorni con cadenza settimanale (il venerdì e sabato mattina) per circa 3 mesi. Vi si affrontano i temi e i problemi relativi ai processi di internazionalizzazione d’impresa (pratica dell’export,marketing internazionae, business plan, tecniche di commercio estero, contrattualistica, pagamenti internazionali, e così via) con esercitazioni pratiche e test di verifica. La seconda fase, di cosiddetto affiancamento (per le imprese che hanno frequentato con profitto la formazione in aula) prevede il sostegno, da parte di esperti di internazionalizzazione scelti dall’Ice, nella scelta di politiche di internazionalizzazione adeguate al particolare caso aziendale. Al quale segue l’elaborazione di unpiano strategico di penetrazione in un mercato prescelto (business plan). Una volta portato a termine questo percorso, la terza fase, quella della cosiddetta incubazione all’estero, l’imprenditore (con l’aiuto di Ice) si recherà all’estero per rendere operativo il piano di sviluppo nel mercato prescelto. A quel punto sono previste due opzioni: La prima è: sondare in loco le opportunità di business e avviare azioni commerciali; la seconda consiste nel proseguire il percorso formativo all’estero, attraverso uno study tour diretto ad offrire una panoramica approfondita del contesto operativo locale e delle opportunità di business, attraverso incontri di alto profilo con esponenti del mondo imprenditoriale e istituzionale locale.