Pmi-enti pubblici: via alle compensazioni, da oggi crediti al posto di debiti con il fisco

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Da oggi il decreto sui debiti della pubblica amministrazione varato dal governo Monti ad aprile dello scorso anno diventa pienamente operativo anche per quanto riguarda le compensazioni tra i crediti con Da oggi il decreto sui debiti della pubblica amministrazione varato dal governo Monti ad aprile dello scorso anno diventa pienamente operativo anche per quanto riguarda le compensazioni tra i crediti con la pubblica amministrazione e gli accertamenti fiscali. Un’iniziativa che, secondo il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, dà ossigeno e va incontro alle esigenze delle imprese e si inserisce nello sforzo complessivo del governo di sanare i debiti delle pubbliche amministrazioni. Come funziona – Le imprese potranno effettuare la compensazione tra le somme loro dovute dalle amministrazioni pubbliche ed eventuali debiti derivanti da accertamento tributario. L’Agenzia delle Entrate ha infatti istituito con una risoluzione il codice tributo che consente di utilizzare in un modo nuovo i crediti “certificati” vantati dai contribuenti nei confronti delle amministrazioni pubbliche (è possibile chiedere il rilascio della certificazione del credito tramite la piattaforma elettronica predisposta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, certificazionecrediti.mef.gov.it). L’operazione, per la quale sarà necessario utilizzare un apposito modello F24, permetterà al contribuente di “pagare” i debiti derivati da “istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso”, un giro di parole per indicare le modalità che il contribuente ha di accelerare pagamenti con il fisco: dall’accertamento con adesione, all’adesione al processo verbale di constatazione, dall’adesione agli inviti dell’Ufficio, all’acquiescenza, fino alla definizione agevolata delle sanzioni, alla conciliazione giudiziale e alle mediazioni. La procedura di compensazione si perfeziona se vengono rispettate alcune specifiche condizioni: in primis, i crediti devono essere certificati dalla piattaforma, non essere già stati pagati dalla Pa, nè impiegati per le altre finalità consentite dalla legge, inoltre la certificazione deve riportare la data di pagamento del credito certificato.