Pnrr e circular economy, focus di Bnl a Napoli con gli industriali: La crescita c’è, ora cambiare passo

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di Giuseppe Delle Cave 

La sintesi della giornata la fa Elena Goitini, amministratore delegato Bnl e responsabile Bnp Paribas in Italia, tra le prime ad arrivare questa mattina a piazza dei Martiri presso la sede dell’Unione Industriali di Napoli, dove una folta platea di industriali e consulenti finanziari ha affrontato il tema del Pnrr, con particolare riferimento alle ricadute in fatto di economia circolare. “I dati ci dicono che la Campania cresce più della media nazionale ed è la prima regione per export”, ha esordito. E allora cosa manca oggi all’economia di questa terra? Per l’Ad di Bnl “la capacità di fare squadra ed una narrazione più efficace”. Cita il distacco tra l’Italia e la Germania Goitini in termini di Pil dal 2019 ad oggi, più 4,6 per cento, sottolineando che soltanto la Spagna ha saputo fare meglio. “Dobbiamo ritornare a parlare europeo nei nostri territori e andare in Europa con un approccio diverso, più consapevole. Altrimenti rischiamo l’irrilevanza che può trasformarsi in sudditanza”, ha aggiunto. Ma parla anche di un’accelerazione Elena Goitini, sul piano della burocrazia e in funzione del concetto richiamato all’inizio di “fare sistema”, senza tralasciare di porre l’accento sull’importanza strategica dell’accademia, “che deve aiutarci non soltanto a formare i talenti ma a trattenerli qui per evitare di depauperare il territorio del suo bene più prezioso, il capitale umano”. “Gli investimenti del Pnrr ci sono, dire che hanno già una correlazione diretta importante con la crescita, secondo me, ancora no. È chiaro che la porteranno. Ad esempio sulla missione sei relativa a tutto ciò che è a supporto dell’economia circolare, della sostenibilità vediamo che la Campania si posiziona la terzo posto, la produzione di energia eolica al 16 per cento arriva da questo territorio. Sono tutti segnali che indirettamente mostrano che c’è una correlazione, quanto questo possa aumentare è frutto della velocità che dobbiamo avere nel fare in modo che i fondi stanziati siano effettivamente utilizzati e si vada oltre la burocrazia e lentezza che rende così complesso passare da un’idea molto valida a un piano d’azione alla sua esecuzione”, ha concluso Goitini.

Al tavolo dei relatori, insieme a Barbara Martini (direttore territoriale Sud BNL BNP Paribas) in veste di moderatore, il presidente dell’Unione Industriali Napoli Costanzo Jannotti Pecci, due importanti player dell’industria green come Antonio D’Amato, Ad di Seda International Packaging Group, e Carlo Pontecorvo, presidente di Ferrarelle Società Benefit. Tra gli speaker anche esponenti del mondo dell’accademia come il rettore della Parthenope, Antonio Garofalo. A chiudere il parterre Ruxandra Valcu, Chief Commercial Officer BNL BNP Paribas.

In apertura di lavori il presidente dell’Unione Industriali Napoli Jannotti Pecci ha parlato di “Mediterraneo come baricentro dello sviluppo economico” e del limite di un conflitto interistituzionale che rischia di creare dei problemi “a chi questo sviluppo lo deve trasformare in azioni concrete”. Il Pnrr per il leader degli industriali è anche un’opportunità sotto il profilo della formazione, “perché consente di fare investimenti strategici sul capitale umano, sia assumendo risorse interne deputate ad interpretare correttamente il cambiamento che rivolgendosi all’esterno, a consulenti in grado di dare le giuste indicazioni per imboccare la strada della sostenibilità, che porta con sé anche risvolti economici importanti”. Jannotti Pecci ha anche fatto un passaggio sulle infrastrutture, facendo notare che manca un aeroporto cargo in Campania e che “Grazzanise potrebbe essere deputato a questo”.

A seguire il rettore della Parthenope, Antonio Garofalo, ha tenuto un intervento tutto calibrato sull’alta formazione. Citando la Goitini, che nella sua relazione aveva parlato di una ricerca del Ministero dell’Università secondo l’11 per cento dei centri di eccellenza è sul territorio campano. “Le università del nostro territorio stanno raggiungendo risultati importanti a livello sia nazionale che internazionale. Da noi nascono startup innovative under30 sia nella regione che nella provincia di Napoli di assoluto valore, anche il tasso di mortalità basso fa capire che non si tratta soltanto di buone idee ma anche di idee sostenibili nel tempo. Ciò che ci penalizza sono le condizioni al contorno, i nostri ragazzi scelgono le università del Nord o vanno all’estero perché lì c’è un tessuto produttivo in grado di assorbirli dopo gli studi. Per questo stiamo lavorando con Confindustria per intensificare la collaborazione sui dottorati di ricerca e su tutto ciò che può dare futuro ai nostri giovani”.

in foto Carlo Pontecorvo, presidente Ferrarelle società benefit

“Il Sud deve crescere perché il tasso medio di occupazione è inferiore al 50 per cento rispetto al Nord Italia e il tasso medio italiano è al di sotto della media europea. Sappiamo che il Sud deve crescere molto di più del Nord per cercare di colmare il gap”, ha affermato Carlo Pontecorvo, presidente Ferrarelle società benefit, in occasione del road show di Bnl-Bnp Paribas. “Il Sud ha bisogno di fare impresa – ha sottolineato Pontecorvo – di iniziative nuove, di banche e istituti di credito che abbiano il coraggio di aiutare e accompagnare queste realtà che devono emergere. Oggi si parla di sostenibilità e anche le banche si dirigono e prediligono avere rapporti con realtà che operano dal punto di vista industriale e dell’impresa anche considerando i valori della sostenibilità”. Secondo Pontecorvo è necessario “che ambo le parti, imprese e banche, abbiano coraggio: le imprese devono farsi avanti con progetti che siano seri e le banche devono scommettere sulla serietà dei progetti e concedere credito anche quando forse non ci sono tutti i numeri o i presupposti, è una scommessa sul futuro”.

Per Antonio D’Amato, Ad di Seda International Packaging Group, “l’Italia è campione in Europa e nel mondo di economia circolare che consente sviluppo economico, equità sociale e sostegno ambientale. Il Sud può fare moltissimo perché è uno dei centri di eccellenza della produzione agroalimentare italiana, ha una tradizione molto importante nel packaging alimentare e ha moltissime filiere che possono contribuire a uno sviluppo importante ma occorre una visione d’insieme sulle strategie di sviluppo industriale e manifatturiero del Sud”.

Ruxandra Valcu, Chief Commercial Officer BNL BNP Paribas, ha invece parlato di “consapevolezza, capacità e connessioni”. “La sostenibilità è la nostra visione a medio lungo termine delle sfide relative allo sviluppo, in cui vogliamo essere partner insieme con le imprese e la società. Ci vuole però la capacità per farlo e anche un supporto creditizio con prestiti e mutui green. E soprattuto occorre essere connessi con i cittadini e nostri potenziali clienti, cosa che riusciamo a fare grazie alla nostra rete di specialisti su tutto il territorio”.

A concludere la tavola rotonda l’intervento del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che ha parlato di “un lavoro lungo da portare avanti, che poi è il lavoro del Paese, ma credo che l’utilizzo delle risorse del Pnrr sicuramente ci dà un impulso per avere una città più sostenibile”. Manfredi ha poi evidenziato che Napoli “sta facendo dei passi in avanti importanti con il miglioramento e l’impegno sulla raccolta differenziata, con l’impegno sulla depurazione del ciclo integrato delle acque, con il lavoro in atto sul recupero di politiche di produzione d’energia, stimolando il tema delle comunità energetiche, e con gli interventi sulla mobilità su ferro ed elettrica”.