L’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza procede a velocità diverse nelle Regioni italiane. Al Nord, in particolare, una quota consistente delle risorse risulta ormai collegata a progetti conclusi, mentre in diverse Regioni del Mezzogiorno la maggior parte dei finanziamenti è ancora associata a interventi in corso.
Il dato più critico, però, non riguarda una Regione meridionale. È la Liguria, dove appena il 10,2% dei finanziamenti associati ai progetti risulta riferito a interventi conclusi, mentre l’89,8% è ancora classificato come “in corso”.
È quanto emerge da un recente dossier del Servizio studi di Camera e Senato sull’attuazione del Pnrr.
La graduatoria delle Regioni
Il quadro evidenzia forti differenze territoriali. Dopo la Liguria, la percentuale più bassa di risorse associate a progetti conclusi si registra in Calabria, al 15,6%, seguita dal Molise con il 15,9%, dalla Sicilia con il 16,7% e dalla Campania con il 16,8%.
All’estremo opposto della graduatoria si trova il Trentino-Alto Adige/Südtirol, dove la quota di finanziamenti associata a progetti conclusi raggiunge il 46,4%.
Il confronto, dunque, restituisce un Pnrr che procede a più velocità, con una tendenza generale che vede le Regioni meridionali in maggiore ritardo rispetto a quelle settentrionali.
Cosa misura realmente il dato
Il dato va però interpretato con attenzione. La percentuale indicata nel dossier non misura la quota di progetti materialmente conclusi sul totale dei progetti di ciascuna Regione, ma la quota dei finanziamenti associati ai progetti che risultano conclusi o ancora in corso.
La differenza è particolarmente significativa nel caso della Liguria. La Regione conta infatti oltre 11mila progetti, ai quali sono associati finanziamenti per complessivi 5,77 miliardi di euro. Una parte rilevante delle risorse è legata a grandi opere infrastrutturali, interventi che, per dimensioni e complessità, possono richiedere tempi di realizzazione più lunghi.
Il basso valore percentuale delle risorse riferite a progetti conclusi non significa quindi necessariamente che soltanto una piccola parte dei singoli interventi sia stata completata. La presenza di grandi opere può infatti incidere in maniera rilevante sulla distribuzione delle risorse e, di conseguenza, sulla percentuale complessiva.






































