Pnrr oh caro, tutti in attesa della pioggia di euro…

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Pnrr oh caro. Tutti in attesa della pioggia di euro, leggiamo pure pioggia di debiti, che ci permetterà di volare in alto come mai siamo stati. Nelbludipintodi blu. Cosa fatta capo A: una cosa fatta non può essere disfatta. Ed allora avanti senza esitazione. Però. Il neo sindaco di Napoli dichiara che i 200 milioni di euro l’anno da spendere per il riassetto della città sono pochi e che, appena riuscirà ad ottenere più fondi, rivelerà nel dettaglio il progetto per la città. La città metropolitana di Bologna ha calcolato, nel caso di ristrutturazione di viabilità esistente (a raso, con recupero o utilizzo diretto del pacchetto di pavimentazione attuale), un costo parametrico di 50 €/mq.
Con buona pace delle maestrine dalla penna rossa imbracciamo il pallottoliere. Duecento milioni di euro diviso i cinquanta euro a mq (C.M. Bologna) = quattro milioni di metri quadri di strada, che, diviso la larghezza media di 10 metri ci da 400 000 metri lineari di strade ripristinate. Un bel dieci al compitino e via. Campanello d’allarme per il neo insediato: con i primi duecento milioni sistemiamo le strade poi c’è il resto. Forza e coraggio, non è difficile come sembra. La campagna elettorale è un parco giochi: il rischio è quello di prendere qualche chilo e perdere qualche ora di sonno, ma in fondo è solo un mese e passa presto. Adesso che il gioco si fa duro, bisogna saper giocare. Un vecchio detto napoletano racconta di un malato che muore mentre il medico studia.
In campagna elettorale lo slogan diventa programma. Napoletani popolo di titolisti, artisti del packaging. Ad effetto, commoventi, istigatori, sfidanti. Cesti di titoli. Bellissimi fiocchi su pacchetti ancora più affascinanti. Parma e Vanzina chiudano occhi ed orecchie: Sotto il pacchetto niente. Del programma non v’è certezza, e si scomodi anche quel Magnifico che non era rettore ma l’antico Lorenzo de’ Medici, di ventotto c’è n’è uno e che si liquidi in fretta la cesta delle citazioni. In attesa dunque che la pioggia di soldi si trasformi in alluvione, il settore della cultura continua a soffrire e la malattia si aggrava quando alla cultura si affianca il turismo. La condizione privilegiata della Campania quale meta turistica, ha favorito una ripresa turistica interessante che però denuncia senza appello tutti i limiti di un assenza di visione politica e quindi di programmazione. Era così nel 2019 e ad oggi la progettualità è fatta ancora di titoli. Dal PNRR la possibilità del recupero di alcuni borghi. La fantasia si scatena: recuperiamo tutto , in ogni borgo c’è ragione di bellezza e di economia ricostruiremo antichi sentieri, le condizioni di vita del paleolitico, le abitudini alimentari degli antichi e… full stop. Bocce ferme: stabilizziamo gli umori e procediamo con calma. Previsti 600 milioni per interventi di restauro e riqualificazione dell’edilizia rurale storica, trecento milioni per la rigenerazione di circa 110 parchi e giardini storici, ottocento milioni per il programma di prevenzione antisismica. Non bisogna rivedere le leggi dell’aritmetica il conto somma più del miliardo previsto dal piano perché alcune voci si intersecano con quelle di altre misure di finanziamento. Rinviando l’uso del pallottoliere per conteggi più specifici è l’analisi del metodo che rivela molto: l’idea di base è di non concedere finanziamenti a pioggia: per ogni regione sarà scelto un solo borgo col finanziamento diviso in 20 singoli progetti. I borghi preferiti saranno quelli in via di spopolamento. Si lanciano convegni per raccogliere idee. Lo scompiglio serpeggia tra i titolisti e il pensiero vola di nuovo a Marco Parma che oltre al titolo, nel suo romanzo scrisse tanto su certi vuoti. Il tiro alla fune tra paesi è cominciato: una guerra tra poveri che si contendono l’accesso al credito tutti inconsapevoli, forse di favorire la scomparsa dell’abitante a favore del turista. I nativi come gli Indiani d’America: in riserva. Turistiportatelenoccioline. Per il borgo misconosciuto bisogna applicare la regola delle 4 P: Prodotto, Prezzo, Posto, Promozione e per l’area d’appartenenza si studi il TAC. Attenzione: non una tomografia computerizzata d’inquietante analisi medica. Il Tourism Area Cycle di Butleriana memoria. E’ dalla intersezione tra queste regole che nasce la visione giusta del futuro turistico di una località. Il bilanciamento tra quella nascente, quelle in ascesa, in stagnazione e in decadenza. Costruire una politica turistica si può anzi è doveroso farlo, ma il turismo non s’inventa si studia e si realizza. Ora per spendere bene i soldi in prestito è doveroso il ricorso alla vera competenza.