Pochi naviganti nel vasto mare

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Rari nantes in gurgite vasti, versione originale del titolo della nota che segue, fu scritta da Virgilio nell’Eneide. Nel tempo ha assunto sempre più un significato metaforico
particolarmente centrato. In effetti resiste ancora oggi l’uso di fare uguale considerazione quando, per realizzare un’opera di valore, se ne dà incarico con scarsa attenzione.

Si forma così un gruppo di gente che viene ritenuto adatto allo scopo, invece al suo interno si contano pochi individui veramente all’altezza del compito loro assegnato. Per di più, quei personaggi vengono sottratti pro tempore al lavoro di ogni giorno, venendosi così a trovare diversi comparti della Pubblica Amministrazione depauperati di figure importanti. In sintesi i vari uffici così sminuiti, sono impossibilitati a funzionare al regime per cui sono stati articolati.

Come se ciò non bastasse, a far diventare concreti i negoziati, soprattutto quelli che dovrebbero diventare operativi oggi per domani, sono burocrati paragonabili ai pesci fuori dell’acqua.

L’umanità sta assistendo, giorno dopo giorno, a una serie di prodezze goliardiche che ricordano da vicino un’espressione contadina. È la stessa di chi deve assistere controvoglia a situazioni che ricordano lo stereotipo: “le spade restano appese, mentre i loro foderi vengono mandati a combattere”.

Intanto per ora la situazione resta in fase di involuzione, dando la sensazione che si stia avviando verso una forma di diluizione nel futuro. Come è già capitato altre volte, la guerra in Vietnam ne è un esempio lampante, sarebbe un’ulteriore peggioramento della piaga biblica riproposta in chiave attuale. Oggi è sabato e è meglio fare una pausa: per i comuni mortali di relax, per quanti reggono le sorti del mondo, di riflessione.