Politiche attive del lavoro: il Sud fa rete Patto tra le Regioni Campania e Calabria

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Gli assessori al Lavoro e alla Formazione della Regione Campania Severino Nappi e della Regione Calabria Nazzareno Salerno hanno siglato un accordo per la condivisione di Gli assessori al Lavoro e alla Formazione della Regione Campania Severino Nappi e della Regione Calabria Nazzareno Salerno hanno siglato un accordo per la condivisione di strumenti di politiche attive del lavoro fra le due Regioni. In particolare, la Campania metterà a disposizione della Calabria i percorsi formativi delle qualifiche professionali, raccolti nel catalogo regionale campano, che sarà utilizzato dalla Calabria per l’attuazione di “Garanzia Giovani”. I precedenti – La Campania, nei mesi scorsi, ha siglato analoga intesa con la Regione Sicilia, per la condivisione del catalogo formativo regionale in materia di ammortizzatori in deroga, ai fini del reinserimento professionale dei cassintegrati. Nuovi accordi – Nelle prossime settimane, la Regione Campania e la Regione Liguria, sigleranno un’ulteriore intesa per la messa a disposizione dei percorsi formativi realizzati dalla Campania nel settore delle professioni del mare, in favore dei giovani liguri. Modello Mezzogiorno“Il Sud – sottolinea l’assessore al Lavoro Severino Nappi – non è solo ritardo e disorganizzazione ma è sempre di più sistema e modello. “Sistema perché con la Calabria e le altre Regioni “Obiettivo Convergenza” abbiamo scelto di mettere in campo, tutte le volte in cui è possibile, politiche comuni e strumenti condivisi in materia di lavoro e formazione, siglando, con la partecipazione del ministro del Lavoro, anche un protocollo che non ha precedenti nella storia di questo Paese. Modello perché anche una regione del Nord come la Liguria, sceglie di affidarsi alla progettualità della Campania per un settore così strategico come quello dell’economia del mare. In particolare con il collega Salerno, collaboriamo a stretto contatto, perché siamo consapevoli che, oggi più che mai, la questione del lavoro al Sud ha bisogno di una voce comune”, conclude Nappi.