Polonia, affari per le Pmi anche col nuovo governo

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Oltre 30 milioni di elettori polacchi sono stati chiamati a scegliere per i prossimi 4 anni i rappresentanti del Sejm, la Camera bassa e il Senato: un grande appuntamento elettorale a cui hanno partecipato anche i residenti all’estero attraverso i Consolati o per posta. Il voto ha premiato nettamente la destra anti-Ue e anti migranti dell’ex premier Jaros Kaczynski e della premier designata Beata Szydlo. Le misure annunciate dal partito “Diritto e Giustizia” – che grazie al 38% dei consensi avrà la maggioranza assoluta in Parlamento – destano non poche preoccupazioni, a cominciare dall’introduzione di nuove tasse per colpire le imprese straniere, le grandi imprese della distribuzione e le banche; e dall’abbassamento dell’età pensionabile con l’introduzione di bonus – bebè a favore delle famiglie più povere: con il conseguente aumento della spesa pubblica. Dario dal VermeIl Console Onorario della Repubblica di Polonia a Napoli, Dario dal Verme, getta acqua sul fuoco: “Gli annunci fatti durante la campagna elettorale riguardano prevalentemente aspetti sociali, come il sostegno alle famiglie e l’atteggiamento da tenerie coi migranti, ma solo marginalmente le questioni economiche”. Quanto ai rapporti commerciali tra Italia e Polonia, osserva dal Verme, “è presto per fare previsioni, ma intaccare lo stretto legame economico tra i due Paesi non sarà facile considerato che, oggi, l’interscambio tra Italia e Polonia vale circa 16,4 miliardi di euro e che il nostro Paese è il quarto fornitore di beni del mercato polacco e il quinto compratore dei prodotti che arrivano dalla Polonia”. Il Console ricorda che “ad aziende come Fiat, Finmeccanica, Indesit, Ferrero, Mapei, Unicredit, Salini Impregilo, Riello, che operano da anni sul territorio polacco, si stanno affiancando molte pmi, ad alcune delle quali io stesso sto prestando assistenza. In particolare, per queste ultime, tra gli emendamenti annunciati alla Finanziaria, è prevista la riduzione della Flat tax dal 19 al 15 per cento”. Ad oggi sono più di 1.300 le imprese a capitale italiano attive in Polonia con un totale di circa 90.000 dipendenti. Un risultato consolidato nel tempo ma destinato ad incrementarsi, e il motivo lo spiega lo stesso Console dal Verme: “la dimensione del mercato interno, la logistica, la qualità della manodopera e la possibilità di ricevere sostegno attraverso i fondi europei e le iniziative del governo, come per esempio le zone economiche speciali o i finanziamenti all’innovazione. E a ulteriore garanzia degli investitori c’è la crescita, che quest’anno dovrebbe superare il 3 per cento”.