Pomeriggio di studi sull’Iran con l’ambasciatore Terzi di Sant’Agata

99
In foto Giulio Terzi, già ministro degli Esteri

L’Iran è un Paese controverso a tratti, in contrari da tanto con gli USA ma stringendo un occhio verso l’Europa e in tale contesto si è svolto un importante pomeriggio di studio e approfondimento geopolitico, offerto dalla rivista Atlantis ad un selezionato pubblico su invito, venerdì 11 ottobre 2019 presso l’Ufficio Italiano del Consiglio d’Europa di Venezia. In assenza della Direttrice Luisella Pavan Woolfe, impegnata nella riunione della Commissione di Venezia alla Scuola Grande di San Giovanni e Paolo, il direttore e il condirettore Carlo Mazzanti e Andrea Mazzanti hanno fatto gli onori di casa all’Ambasciatore, già Ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata e al dott. Rodolfo Giannursini, intervenuti per parlare di opportunità economiche e diritti umani in Iran (e più in generale nell’area mediorientale). La relazione è di Domenico Letizia dal quale è emerso un quadro molto preciso e scoraggiante: l’Iran non è l’eldorado promesso alle imprese italiane dalla propaganda governativa e le banche italiane che hanno provato ad aggirare i divieti internazionali sono state pesantemente sanzionate (Banca Intesa San Paolo con oltre 230 milioni di dollari nel 2016 e Unicredit con più di un miliardo) e i diritti civili ed umani sono costantemente calpestati dal regime autocratico islamico. L’economia iraniana è calata del 3,9% nel 2018, secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), che per fine 2019 prevede una riduzione del 6 per cento. Secondo il FMI la difficoltà politica ed economica del regime risiede nel compito che attende la gestione sociale e politica, ovvero garantire la macro-stabilità al paese e affrontare le sfide di crescita a medio termine, incentivando l’occupazione e il lavoro interno, invece di finanziare armamenti e terrorismo in tutto il globo. Finanziamenti utilizzati dal regime all’estero per manovre politiche e per innescare conflitti, opportunità economiche che vengono sottratte agli investimenti interni, come dimostrato da un recente approfondimento del Partito Radicale e di Nessuno tocchi Caino. La difficoltà interna al regime, con il conseguente intensificarsi della repressione, sta tutta nell’indice di malcontento sociale rilevato dal FMI, secondo cui negli ultimi mesi l’indice che calcola la percentuale di articoli sui media che trattano termini come proteste, dimostrazioni e altre forme di disordini sociali, ha raggiunto i massimi pluriennali in Iran. La sistematica violazione dei diritti umani, la continua repressione delle minoranze etniche e religiose e l’utilizzo della pena capitale per crimini legati alla coscienza individuale sta innescando un malcontento interno che genererà nuove proteste e disordini. Insomma, guardandosi attorno, le aziende italiane hanno ben altre opportunità a cominciare da un mercato tutt’altro che saturo come quello statunitense. Ai lavori di Venezia, presenti rappresentanti del mondo studentesco con Filippo Vianello, Emy Petrucci e Chiara Negri; del giornalismo con Agostino Byda e il sottoscritto Domenico Letizia del Think Tank Imprese del Sud, speaker radiofonico di Radio Atene nonché collaboratore abituale di Atlantis; della dirigenza d’impresa con Guido Vianello; della cultura con Guglielmo Pinna; della Marina Militare Italiana con il delegato Francesco Zampieri; dell’accademia con il prof. Romano Toppan e dell’impresa con l’autorevole presenza dell’imprenditore Fabio Marabese della società Seingim. Durante i lavori è stato ricordato anche l’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti, progetto sostenuto da Giulio Terzi allorché ricopriva il ruolo di Ministro degli Esteri nel Governo Monti nel 2011 e nel quale anche la rivista Atlantis ha svolto la sua parte. Presentato anche il libro Lettere sul Mondo che ha avviato nel 2019 la collaborazione editoriale tra Mazzanti Libri e il Circolo di Studi Diplomatici che ha sede a Roma.