Pompei, al via il progetto RePair: robotica e intelligenza artificiale al servizio dell’archeologia

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in foto il termopolio recentemente scoperto a Pompei

È partito oggi il progetto “RePair”, acronimo di Reconstruction the past: Artificial intelligence and Robotics meet cultural heritage. Per la prima volta una tecnologia d’avanguardia sarà utilizzata per la ricostruzione fisica di manufatti archeologici, in gran parte frammentati e di difficile ricomposizione, fa sapere una nota degli Uffici di Pompei. Migliaia di frammenti, come piccole tessere di un puzzle, saranno risistemati con l’ausilio di una infrastruttura robotica, dotata di braccia meccaniche in grado di scansionare i frammenti, riconoscerli tramite un sistema di digitalizzazione 3D e restituirgli la giusta collocazione. Mentre i frammenti vengono riconosciuti e scansionati, le braccia e le mani di precisione meccaniche li manipolano e movimentano con l’ausilio di sensori avanzatissimi in grado di evitarne il minimo danneggiamento. Oggetto di questa sperimentazione saranno gli affreschi del soffitto della Casa dei pittori al lavoro nell’Insula dei Casti amanti, danneggiati nel corso della eruzione del 79 d.C. e poi ridotti in frantumi in seguito ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale.to per le nocciole “richiede la convocazione immediata di un Tavolo Verde ad hoc in Regione Campania”. Cia Campania attraverso una nota firmata dal presidente Alessandro Mastrocinque chiede la possibilità di un confronto diretto con l’assessore regionale all’Agricoltura Nicola Caputo “per affrontare un esclusivo ordine del giorno su una problematica che rischia di mettere in ginocchio l’intero comparto”. Il rincaro dei prezzi registrato dall’osservatorio dell’Organizzazione regionale riguarda in particolar modo ai carburanti, ai mangimi, ai concimi e alle sementi, su cui registra un incremento del 30% dei costi “non sostenibili per le aziende e che si tradurranno inevitabilmente in un rincaro dei prodotti destinati al consumatore: pane, pasta, latte, frutta e verdura” come spiega il presidente Mastrocinque.I costi di produzione degli agricoltori campani sono aumentati sia per l’incremento dei costi delle materie prime, sia a causa degli ultimi eventi atmosferici che hanno messo a dura prova le fasi di semina e di raccolto. “Basti pensare a quanto è accaduto per i pomodori, dove prima le gelate e poi la prolungata siccità hanno inciso sulla resa comportando uno squilibrio che ha prodotto circa 10milioni di euro di danni per i produttori” continua il presidente. Oltre alla crisi appena annunciata della produzione delle nocciole, su cui si registra una perdita del 70% della produzione. “L’aumento dei costi delle materie prime espone le aziende ad affrontare ulteriori difficoltà. Siamo fortemente preoccupati per le perdite complessive che i produttori dovranno fronteggiare e riteniamo urgente e necessario un intervento utile a mitigare l’alterazione dei mercati, per garantire un ripristino dell’equilibrio sui costi delle materie prime” spiega Mastrocinque. In occasione del Tavolo Verde Cia Campania intende sollevare la necessità di intervenire per riequilibrare i prezzi e calmierare una speculazione che si riversa sul consumatore finale, “indebolendo di fatto lo sforzo delle organizzazioni agricole di rilanciare i consumi e i prodotti agroalimentari di prossimità. Bisogna impedire che i costi aumentino a dismisura per i produttori e intervenire per frenare gli aumenti dei prodotti finiti. Per questo chiediamo un confronto immediato e risolutivo” conclude.
Su tale straordinario contesto lavora già a partire dal 2018 il gruppo di esperti di pitture murali dell’Università di Losanna, guidato dal professor Michel E. Fuchs, con un programma di studio e di ricomposizione manuale che si fonda sull’analisi dei diversi aspetti morfologici, stilistici e tecnici dei frammenti. L’attivazione del nuovo progetto, che procederà parallelamente e in modo coordinato con quello in corso da parte dell’èquipe svizzera, consentirà di confrontare dunque due metodologie di lavoro e i rispettivi risultati. Il secondo caso di studio sarà inoltre costituito dai frammenti degli affreschi della Schola Armaturarum, determinati dal crollo dell’edificio nel 2010 e in parte ancora non ricollocati. Due esempi iconici di grandi affreschi del patrimonio culturale mondiale che si trovano in stato frammentario e sono conservati nei depositi del Parco archeologico di Pompei. L’attività si avvale dell’apporto interdisciplinare di istituti scientifici e di ricerca che operano nel campo della computer vision, della robotica, dell’Intelligenza artificiale, con il contributo fondamentale dell’Archeologia e della Conservazione di Beni Culturali.
Partner del progetto “RePair”, assieme al Parco archeologico di Pompei sono: l’Università Ca’ Foscari di Venezia (ente coordinatore), la Ben-Gurion University of the Negev di Israele, la Iit – Istituto italiano di tecnologia, l’Associacao do Instituto Superior Tecnico Para a Investigacao e Desenvolvimento del Portogallo, la Rheinische Friedrich Wilhelms Universitat di Bonn in Germania ed il Ministero della Cultura. Il progetto ha ricevuto finanziamenti dal programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell’Unione ruropea, nell’ambito della Grant agreement n. 964854 “Le anfore, gli affreschi, i mosaici, vengono spesso portati alla luce frammentati, solo parzialmente integri o con molte parti mancanti”. È quanto dichiara il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. “Quando – prosegue – il numero dei frammenti è molto ampio, con migliaia di pezzi, la ricostruzione manuale ed il riconoscimento delle connessioni tra i frammenti è quasi sempre impossibile o comunque molto laborioso e lento. Questo fa sì che diversi reperti giacciano per lungo tempo nei depositi archeologici, senza poter essere ricostruiti e restaurati, e tantomeno restituiti all’attenzione del pubblico. Il progetto ‘RePair’, frutto di ricerca e competenza tecnologica, grazie all’ausilio della robotica, della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale, si pone l’obiettivo di risolvere un problema atavico”. “Dal punto di vista scientifico e tecnologico il progetto pone sfide importanti per affrontare le quali utilizzeremo le più avanzate tecniche nel campo dell’Intelligenza Artificiale, della Visione Artificiale e della Robotica”, aggiunge Marcello Pelillo, coordinatore del progetto e professore di Intelligenza artificiale all’Università Ca’ Foscari Venezia.