Pompei, Franceschini agli Scavi: Modello per la spesa dei Fondi Ue

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Una storia di riscatto che non si esaurisce con la conclusione del Grande Progetto Pompei. Il parco archeologico piu’ famoso al mondo negli ultimi cinque anni e’ stato sottoposto a una profonda opera di consolidamento e restauro. “E’ un luogo vivo. Prima era conosciuto per i crolli e per le file dei turisti bloccati all’ingresso da uno sciopero improvviso del personale. Oggi e’ un modello”, ricorda il ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini. Il Grande Progetto Pompei hanno portato il numero dei visitatori a crescere del 47%, arrivando poco meno di 4 milioni nel 2019 (2,6 milioni del 2014). Sono stati impiegati 105 milioni di euro dai fondi europei per finanziare 76 interventi. I lavori di messa in sicurezza hanno riguardato 50 chilometri di colmi murari e 30mila metri cubi di murature, per 10mila metri quadri di intonaci. Al restauro si e’ lavorato parallelamente allo scavo, rimuovendo 30mila metri cubi di materiale, tra lapilli, cenere e terreno. Sono stati rinvenuti reperti importanti tra le 1167 cassette con frammenti di intonaci, marmi, vasi in vetro e oggetti in bronzo. Lo scavo ha riportato alla luce anche 73 anfore, delle quali ben 52 integre. E Pompei e’ stato anche terreno di sperimentazione di nuove tecniche di scavo e di indagine, con l’utilizzo di un drone, di laser scanner e georadar. Sono stati impiegati anche strumenti come l’endoscopia, le prove soniche. Pompei oggi e’ anche un sito archeologico in parte accessibile ai disabili, con i suoi 4 chilometri di percorso senza barriere. “Quando sono diventato ministro nel 2014 – aggiunge Franceschini – sono stato accolto da due crolli. Oggi Pompei e’ considerato un modello per la spesa dei fondi europei e lo hanno attestato vari commissari europei che sono venuti a visitare gli scavi. Oggi e’ un terreno sconfinato di ricerca e innovazione, un grande sfida che deve continuare e serve l’impegno del Governo in termini di risorse, pesonale e sostegno, che ci sara’”. Il grande progetto si concludera’ con la consegna dei nuovi edifici demaniali, ma sono gia’ pronti altri 50 milioni di euro. “Adesso c’e’ la seconda parte della sfida che e’ proseguire bene, fuori dal sito. Ci sono 7 comuni, un territorio sconfinato pieno di problemi e di grandi opportunita’”, sottolinea il ministro.