Pompei, il direttore degli Scavi: Verso i 4 milioni di visitatori. Assumiamo 70 persone

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(foto da Pixabay)

Nuovi spazi recuperati e aperti al pubblico e Pompei accoglie più visitatori rispetto allo scorso anno. Il numero definitivo per il 2019 non è ancora certificato, perché si attende di conoscere quanti biglietti saranno acquistati nel periodo natalizio, ma la tendenza è di un incremento del 5% rispetto allo scorso anno, quando si registrarono 3,6 milioni di visitatori. “Quest’anno sfioreremo i 4 milioni – spiega all’Agi il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna – con nuove aperture, nuovi settori che in in qualche caso erano chiusi anche dal terremoto del 1980, e la riapertura di strade, quartieri e case in aree diverse di Pompei, sarà possibile anche incrementare i visitatori per il prossimo anno”. Ma l’aumento dei flussi turistici comporta anche un lavoro ulteriore per rendere accessibili in piena sicurezza tutti gli spazi. “Bisogna lavorare molto per rendere sostenibile questo turismo – sottolinea Osanna – e quindi noi lavoriamo anche per creare passerelle, itinerari controllati per evitare la perdita di materiale archeologico da strutture e pavimenti, dove spesso camminare significa anche consumare”. Con il nuovo anno sono previste anche assunzioni di personale specializzato per migliorare la manutenzione degli scavi. “Abbiamo un team di manutenzione programmata – dice il direttore – perché abbiamo aperto tante aree al pubblico e ci serve più personale”. Entreranno in forza allo staff 70 persone tra operai specializzati, restauratori, architetti e archeologi. “Si occuperanno delle ispezioni – racconta Massimo Osanna – e dunque degli interventi, della terapia e poi del lavora di documentazione”. Un passo in avanti notevole, che lascia alle spalle gli anni bui di Pompei, “quando non c’era nessuno per la manutenzione – rimarca Osanna – solo pochissimi archeologi e pochissimi architetti. Da ieri abbiamo tre ingegneri e altro personale sta arrivando”.
Un sito di duemila anni fa rivisitato grazie alle nuove tecnologie per abbattere le emissioni di CO2 e produrre energia pulita per illuminare case e strade. Gli scavi archeologici di Pompei avranno una svolta green grazie a soluzioni innovative che già si stanno sperimentando in alcune case appena restaurate. È soprattutto l’illuminazione a dare l’impronta eco sostenibile. Impensabile studiare un impianto di luci tradizionale senza intaccare le strutture millenarie. E la soluzione viene dal fotovoltaico. Sui tetti sono state impiantate alcune tegole fotovoltaiche in grado di catturare l’energia solare sufficiente ad alimentare impianti di luce al led, che non soltanto forniranno la luce giusta senza sprechi di energia, ma non emetteranno raggi ultravioletti che possono danneggiare soprattutto gli affreschi recuperati. “Finita la straordinarietà del Grande Progetto Pompei – spiega il direttore del Parco Archeologico Massimo Osanna – il nostro dovere di mettere in sicurezza e salvare Pompei, adesso bisogna lavorare per adeguare gli scavi anche agli standard della nostra vita contemporanea, e in primis agli aspetti del clima e dell’ambiente”. Nella svolta green di Pompei non c’è soltanto il fotovoltaico, ma anche lo studio di aree verdi per ripulire l’aria. “Stiamo ripristinando i giardini – racconta Osanna – ripiantando alberi laddove è possibile come era prima, ma anche più di prima, in modo da avere un ambiente verde e contribuire alla riduzione delle emissioni”.