Pompei, supplica in Basilica a causa della pioggia. Il vescovo: Si continua a sparare

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La pioggia insistente ha modificato i programmi della Curia a Pompei (Napoli) dove, questa mattina, decine di migliaia di fedeli hanno affollato il sagrato per partecipare alla consueta celebrazione eucaristica con la supplica alla Beata Vergine del Santo Rosario. Le cattive condizioni meteorologiche hanno indotto gli organizzatori a disporre il trasferimento del quadro della Madonna al riparo, nel Santuario. Di conseguenza, presbiteri e fedeli si sono dovuti sistemare all’interno della Basilica che conta 6mila posti nei banchi. Almeno altre seimila le persone hanno seguito il rito religioso in piedi. Migliaia di fedeli sono rimasti fuori, con gli ombrelli aperti e nelle cappelle esterne. La riorganizzazione logistica ha richiesto anche una rapida messa a punto delle imponenti misure di sicurezza da parte delle forze dell’ordine che, nei giorni scorsi, avevano provveduto a disporre cecchini all’esterno della Chiesa e a bonificare tombini e angoli della Piazza antistante il sagrato esterno. Tra i circa ventimila presenti, molti stranieri, tra i quali le folte comunità ucraina e polacca. L’arcivescovo di Pompei, Tommaso Caputo, ha aperto la concelebrazione con un saluto a Papa Francesco ”che seguirà dall’Arzebaijan la supplica alla Regina delle Vittorie”. Caputo ha quindi ricordato il legame che unisce le diocesi di Pompei e di Nola, rivolto al suo vescovo, Beniamino De Palma, che ha presieduto la concelebrazione.
 ‘Com’è difficile vivere nella nostra regione, dove si continua a sparare e a versare sangue, ad attentare alla salute e alla bellezza del territorio” ha detto Beniamino Depalma, vescovo di Nola (Napoli), che ha presieduto la concelebrazione eucaristica. I ventimila fedeli, giunti nella basilica per partecipare alla supplica alla Madonna che si recita nella prima domenica di ottobre, hanno ascoltato da De Palma l’esortazione a non “cadere nella trappola della rassegnazione, dell’indifferenza, della rabbia, o della fuga nelle realtà virtuali”. “‘Com’è facile fuggire dalla speranza in tempi difficili ma abbiamo bisogno della speranza, credenti e anche i laici, perché senza la speranza resta solo la disperazione. O la speranza o il nulla”. Depalma ha sollecitato un risveglio della coscienza umana, per costruire ‘un mondo fatto per tutti’, in cui “Dio non sia mandato in esilio e con esso si mandi in esilio anche l’uomo”.