Porti, traffico mondiale oltre i 10 mld di tonnellate, il 20% in area Med: i dati Srm

33

Nel 2016 il trasporto marittimo ha superato mondiale ha superato per la prima volta i dieci miliardi di tonnnellate, il 20% delle quali è transitato per il Mediterraneo. Un trend ancora in crescita visto che per il 2030 si toccherà quota 17 miliardi di tonnellate. E’ uno dei temi emersi dal quarto “rapporto annuale Italian Maritime Economy” di Srm, Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, del Banco di Napoli, Il rapporto sottolinea come in Italia l’import-export via mare ha raggiunto i 217 miliardi di euro con una crescita media annua del 4,3% e che l’Italia ha ancora una forte dipendenza dal mare che ospita il 37% dell’interscambio commerciale del Paese. In particolare i porti del Sud Italia rappresentano il 45-50% del totale nazionale, mentre le imprese del Mezzogiorno realizzano il 61% del loro import-export via mare, per un totale di 45 miliardi di euro.

“Quest’anno – spiega Massimo Deandreis, direttore generale di Srm – abbiamo arricchito il rapporto con un’innovativa metotologia di georilevazione, elaborando oltre 800.000 dati di posizioni navali negli ultimi cinque anni. Emergono segni di una rinnovata centralità del Mediterraneo nel contesto geoeconomico mondiale e il rafforzamento della rotta Sud Med-Suez-Golfo-Cina. Di questo fenomeno l’Italia può beneficiare ma occorre investire urgentemente sui collegamenti ferrovia-porti, sull’intermodalità e su una logistica portuale più efficiente”. Il rapporto fa emergere come il traffico nel Mediterraneo è cresciuto di 5 volte negli ultimi venti anni e il bacino ha ben 17 porti che hanno superato la soglia del milione di teus anche grazie al raddoppio del Canale di Suez che, dopo una fase di rodaggio ha raggiunto un’alta stabilità di traffico: nel periodo gennaio-maggio 2017 il traffico di Suez è cresciuto del 10,6% sull’anno precedente e nell’ultimo anno ha ospitato il passaggio di 17.000 navi con merci per 819 milioni di tonnellate”.

“Lo scenario che emerge, ancor più chiaramente in questo nuovo Rapporto di SRM, – ha detto Maurizio Barraccco, presidente del Banco di Napoli – mostra un Mediterraneo sempre più dinamico e centrale nelle rotte globali. L’Italia è nel mezzo e il Mezzogiorno ha una posizione di vantaggio. Ma la geografia non basta e i competitors non mancano. Occorre maggiore consapevolezza della posta in gioco e un impegno serio per non perdere le opportunità che emergono”.

Mentre Paolo Scudieri, presidente di SRM, sottolinea: “L’Italia deve ormai acquisire consapevolezza che sulla filiera mare-portualità-logistica si gioca la grande partita dell’efficienza dell’industria italiana che via mare importa materie prime ed esporta manifattura e agroalimentare. Il Mezzogiorno non è quella parte del Paese senza industria e senza capacità produttiva che spesso viene descritta. Oltre alle eccellenze c’è un tessuto di imprese, certo meno denso che nel Nord, ma comunque capace di produrre 27 miliardi di valore aggiunto manifatturiero all’anno. Più di quanto produca la Finlandia o la Norvegia. Questo tessuto imprenditoriale ha bisogno di un sistema logistico portuale efficiente e ben agganciato alle rotte e alle dinamiche del commercio mondiale”.