Poste, il governo ragiona su una seconda tranche di privatizzazione

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Rinviata la privatizzazione di Ferrovie, il governo cerca di correre ai ripari per rispettare gli impegni di riduzione del debito pubblico presi con la Commissione Ue e, tra le ipotesi, valuta anche quella di cedere una nuova tranche di Poste. L’idea sta circolando nelle stanze del Tesoro, azionista di riferimento, ed è arrivata anche in ambienti della maggioranza, che confermano l’intenzione di procedere con il piano di cessioni del patrimonio pubblico previsto dal Def.

L’ipotesi potrebbe essere quella di replicare dopo l’estate il percorso già tracciato con l’Ipo di ottobre, quando fu messo sul mercato il 35% del capitale di Poste italiane. Se il Tesoro decidesse di cedere un’ulteriore quota di circa il 30%, scendendo dal 65% al 35%, come già sperimentato con Eni ed Enel, l’incasso, stando al valore di Borsa del titolo, potrebbe aggirarsi sui 3 miliardi di euro.

Rinviata la privatizzazione di Ferrovie, il governo cerca di correre ai ripari per rispettare gli impegni di riduzione del debito pubblico presi con la Commissione Ue e, tra le ipotesi, valuta anche quella di cedere una nuova tranche di Poste. L’idea sta circolando nelle stanze del Tesoro, azionista di riferimento, ed è arrivata anche in ambienti della maggioranza, che confermano l’intenzione di procedere con il piano di cessioni del patrimonio pubblico previsto dal Def.

L’ipotesi potrebbe essere quella di replicare dopo l’estate il percorso già tracciato con l’Ipo di ottobre, quando fu messo sul mercato il 35% del capitale di Poste italiane. Se il Tesoro decidesse di cedere un’ulteriore quota di circa il 30%, scendendo dal 65% al 35%, come già sperimentato con Eni ed Enel, l’incasso, stando al valore di Borsa del titolo, potrebbe aggirarsi sui 3 miliardi di euro.