Poste vuole cedere a Invitalia

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Il gruppo Banca del Mezzogiorno potrebbe passare presto sotto il controllo di Invitalia. Secondo quanto riferisce il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, alla Camera dei Il gruppo Banca del Mezzogiorno potrebbe passare presto sotto il controllo di Invitalia. Secondo quanto riferisce il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, alla Camera dei Deputati nel corso di un’audizione Poste, l’attuale socio forte di Banca del Mezzogiorno, e Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo delle imprese, “sono in contatto e stanno avviando i colloqui per verificare la fattibilità dell’operazione”. Con il controllo dell’istituto di credito nato per finanziare il rafforzamento del sistema economico nazionale Invitalia potrebbe diventare una sorta di super agenzia in grado di presentare, agli investitori stranieri, progetti combinati di approdo in Italia e utilizzo di strumenti di credito e incentivo. Ma siamo, adesso, solo nel campo delle ipotesi perché la trattativa, che chiama in causa anche il Governo, in qualità di azionista principale sia di Poste che di Invitalia, è complicata e lunga. “Bisogna verificare – rivela Padoan – la rispondenza dell’operazione alle normative in vigore nell’Unione Europea”. Banca del Mezzogiorno nasce nel 2011, quando il partner Mediocredito Centrale passa sotto il controllo di Poste, che ne diventa socio unico. L’istituto finanzia progetti di sviluppo e piani di investimento delle piccole e medie aziende del Sud, con lo scopo di dare una spinta allo sviluppo dell’area più depressa del Paese dal punto di vista economico. Fin qui la banca funziona. A settembre del 2014 il bilancio dell’istituto registra un utile di 29,3 milioni di euro, in netta crescita rispetto all’anno precedente quando pure i libri contabili evidenziano un importante attivo (9 milioni). Il passaggio a Invitalia produrrebbe anche un netto cambiamento della governance, al cui vertice ora c’è il numero uno di Poste, Massimo Sarmi.