Potere al Popolo vota lo Statuto: rottura con Rifondazione Comunista

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Un momento della manifestazione di "Potere al Popolo" nell'ultimo giorno di campagna elettorale, Roma, 02 marzo 2018. ANSA/ANGELO CARCONI

Da oggi Potere al Popolo ha uno Statuto. Gli aderenti al movimento politico nato dall’esperienza del centro sociale Ex Opg – Je so’ pazzo di Napoli hanno potuto votare, da sabato alle 11.30 fino alle 22 di ieri sera, tra due proposte di statuto attraverso una piattaforma online: 4.041 persone hanno preso parte alla consultazione, “pari al 55,5% degli utenti attivi”, fanno sapere da Potere al Popolo: “Un risultato straordinario, la prima volta che uno Statuto di un’organizzazione politica e sociale viene scelto direttamente dal basso, attraverso le assemblee in presenza e il voto informatico, che ha registrato percentuali di adesione persino superiori a quelle di organizzazioni ben più visibili e collaudate”. Netta la vittoria della prima proposta, lo Statuto “Indietro non si torna”, che ha ottenuto 3.332 preferenze pari all’82% dei voti, contro le 358 dello Statuto 2, pari all’8%. Risultati però frutto anche della rottura con la componente di Rifondazione Comunista che si è consumata nei giorni precedenti alla votazione: il segretario di Rc, Maurizio Acerbo, aveva annunciato il ritiro della proposta di Statuto e la non partecipazione al voto contestando la “mancanza di requisiti minimi di agibilità democratica”.