Premi, a Ughetta Parisio il riconoscimento di Quaderni ibero-americani

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“Sono nata e cresciuta a Parigi in una famiglia di artisti. Il salotto della mia casa era un punto di incontro per i maggiori architetti e notabili della città. Tamara De Lempicka era spesso una nostra ospite, così come esponenti della nobiltà o dell’alta borghesia napoletana che venivano a trovarci. Ho vissuto un’infanzia allegra e vivace insieme a mia sorella Giovanna e a mio fratello Nicola. Avevo 8-9 anni ma ho dei ricordi vividissimi di quelle giornate”. A raccontare la storia della sua vita è Ughetta Parisio, artista polivalente, dedita alla ceramica e alla pittura sul vetro, che ha avuto in suo padre Luigi un maestro d’eccezione. Mercoledì 31 ottobre (ore 18) a Napoli, all’Hotel Excelsior ritirerà uno dei Premi Speciali della Giuria 2018 “Quaderni Ibero Americani”, promosso dall’omonima, più antica e prestigiosa rivista italiana di ispanistica e da mbito cultural de El Corte Ingle’s, con il sostegno dell’Hotel Excelsior e di Argenio Napoli e il patrocinio del Comune di Napoli. “Ho 92 anni – continua Parisio – e credo di non aver mai veramente scelto di fare questo lavoro. Quando cresci respirando l’arte in tutte le sue forme, mia mamma Maria Rossignoli era un’ottima pianista, e mio padre Luigi un noto e molto apprezzato scultore e pittore, la genetica fa il resto”. Gli anni in Italia in fuga dalla guerra, tra Napoli e il Molise, il ritorno a Parigi grazie ad una borsa di studio che le permetterà di lavorare con Singer Sargent e Metzinger e che le consentirà di girare i più importanti musei francesi, lasciano in Ughetta Parisio tracce indelebili. “Capita che quando inizio un lavoro non so come sarà una volta finito. Immaginare mi rende felice. Un colore, un cielo, una tonalità, poi piano piano prende forma la mia opera – conclude l’artista – In giro ci sono tante nuove energie. Vedo dei giovani capaci però a volte i giovani artisti seguono e mode, si fanno trasportare dal momento. A loro dico: osate, mettere voi stessi in quello che create”.