Premio Elsa Morante, riconoscimento speciali a “Genny Savastano”, gli articoli di Giancarlo Siani e il docufilm di Peirce sui giovani

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La giuria tecnica del Premio Elsa Morante Ragazzi, presieduta da Dacia Maraini e composta da Silvia Calandrelli (Direttore Rai Cultura), Francesco Cevasco (Corriere della Sera), Roberto Faenza (regista), David Morante (diplomatico e nipote di Elsa Morante), Paolo Ruffini (giornalista, Direttore di Tv 2000), Maurizio Costanzo (giornalista, autore televisivo), Monica Maggioni (Presidente della Rai), Gianna Nannini (cantautrice, musicista), Tjuna Notarbartolo (scrittrice, critico letterario), Vincenzo Colimoro (giornalista), Teresa Triscari (diplomazia culturale Ministero degli Affari Esteri, critico letterario), ha annunciato tre premi speciali per l’edizione 2017 del Morante Ragazzi, sezione del Premio dedicata alla letteratura per i più giovani.
Si tratta del Premio Morante Ragazzi – Nisida “Roberto Dinacci”, in collaborazione col carcere minorile di Nisida, che va a Salvatore Esposito, il noto interprete di Genny Savastano nella serie tv Gomorra,  e al suo  “Non volevo diventare un boss” (Rizzoli), del Premio Morante Ragazzi Contro le mafie, in collaborazione col Coordinamento Campano contro le camorre, che va al libro di raccolta di articoli di Giancarlo Siani “Fatti di Camorra. Dagli scritti giornalistici”, (Edizioni Iod) e, per la prima volta, del Premio Morante Ragazzi “Il mondo salvato dai ragazzini”, destinato a produzioni dedicate ai giovanissimi, che sarà assegnato al docufilm di Gualtiero Peirce “Almeno credo”.
I tre premi saranno consegnati durante la Cerimonia di Premiazione, che si terrà il 25 maggio prossimo all’Auditorium Rai di Napoli, alle 10.30. All’evento prenderanno parte circa mille studenti che compongono la giuria popolare di questa sezione del Morante e che decreteranno il super-vincitore tra i tre vincitori selezionati dalla giuria tecnica, che sono: Giovanni Floris con “Quella notte sono io” (Rizzoli); Simona Dolce con il suo “La mia vita all’ombra del mare” (Raffaello) ; Philip Schultz con “La mia dislessia, ricordi di un premio Pulitzer che non sapeva né leggere né scrivere” (Donzelli).