Sono Paola Campanaro, Chiara Di Lorenzo, Giulia De Rossi, Chiara Montaldi, Simona Ester Rombo e Marianna Vianello le sei imprenditrici finaliste del Premio GammaDonna 2026, riconoscimento dedicato all’imprenditoria femminile innovativa. La finale della 22ª edizione si terrà il 5 novembre nella storica sede dell’Unione Industriali di Torino, con un appuntamento aperto al pubblico e trasmesso in diretta streaming.
In palio c’è il titolo di imprenditrice innovativa dell’anno. Durante la serata saranno assegnati anche il Women Startup Award e il Giuliana Bertin Communication Award, riconoscimento di Valentina Communication destinato all’imprenditrice che si sarà distinta nel campo della comunicazione.
L’edizione 2026 si inserisce in una fase nella quale intelligenza artificiale, deep tech, transizione energetica e nuovi modelli produttivi stanno modificando mercati e filiere. Per l’Europa, la sfida riguarda non soltanto la capacità di generare innovazione, ma anche quella di trasformarla in imprese in grado di crescere, attrarre capitali e competere sui mercati globali.
In questo scenario si collocano le sei finaliste del Premio, provenienti da settori e territori diversi, ma accomunate dalla capacità di trasformare competenze e innovazione in prodotti, servizi e modelli di business rivolti a esigenze concrete.
La sfida dello scaleup
Il tema della crescita dimensionale delle imprese innovative è al centro anche dell’agenda europea. Il nuovo Scaleup Europe Fund punta a rafforzare la capacità dell’Europa di finanziare lo sviluppo delle aziende tecnologiche ad alto potenziale, intervenendo sul divario di capitale che ancora ostacola molte realtà innovative europee nella trasformazione in player globali.
In questo percorso il talento femminile resta una risorsa ancora largamente sottoutilizzata, non soltanto per il numero di imprese fondate da donne, ma anche per le difficoltà nell’accesso a capitale, reti, competenze e opportunità di crescita.
Il Premio GammaDonna punta proprio a valorizzare la capacità dell’imprenditoria femminile innovativa di anticipare i cambiamenti, costruire nuovi mercati e portare innovazione nell’economia reale.
Paola Campanaro, Centro Clinico La Quercia
Paola Campanaro è founder e CEO del Centro Clinico La Quercia di Vicenza, un ecosistema sanitario che conta cinque sedi e circa 70 professionisti.
Il suo progetto punta a ridefinire il concetto di cura attraverso un modello integrato e sostenibile, capace di anticipare le emergenze psicologiche e sociali. Campanaro ha trasformato il Centro in una piattaforma che riunisce attività clinica, formazione, ricerca e innovazione, con iniziative come la Longevity Unit e un modello organizzativo certificato ISO 9001.
Tra i progetti sviluppati figura anche “La Patente del Cellulare”, dedicato al contrasto delle dipendenze digitali. Campanaro ha inoltre lavorato alla progettazione di spazi clinici ispirati al modello olivettiano, nel quale l’ambiente diventa parte del percorso terapeutico.
È inoltre business angel e advisor strategico nel settore della salute mentale, con un’attività orientata a un modello di impresa sanitaria scalabile e responsabile, centrato sulla prevenzione e sull’impatto sociale.
Giulia De Rossi, Nazena
Giulia De Rossi, fondatrice di Nazena, startup di Vicenza, ha sviluppato un sistema per trasformare gli scarti tessili destinati a discariche e inceneritori in nuovi materiali per il design e l’arredo.
Il processo, ideato e brevettato da De Rossi, consente di trasformare i residui della produzione tessile in un materiale rigido e sostenibile. L’azienda collabora con brand internazionali della moda su progetti di filiera chiusa.
Dal 2026 Nazena ha inoltre esteso la propria attività alla gestione autorizzata dei rifiuti, con l’obiettivo di implementare nuove tecnologie di recupero a basso impatto ambientale e promuovere una gestione industriale dei materiali di scarto.
Chiara Di Lorenzo, Glutensens
Chiara Di Lorenzo è founder e CSO di Glutensens e professoressa associata di Chimica degli Alimenti all’Università degli Studi di Milano.
La sua attività imprenditoriale nasce dal trasferimento tecnologico della ricerca di laboratorio e ha portato alla realizzazione di un dispositivo portatile brevettato per il rilevamento rapido della presenza di glutine negli alimenti.
La tecnologia è pensata per essere utilizzata direttamente nei luoghi di consumo e punta a ridurre il rischio di contaminazioni accidentali, offrendo alle persone celiache uno strumento per affrontare con maggiore sicurezza e autonomia la quotidianità e i momenti di convivialità.
Chiara Montaldi, Working Mom
Chiara Montaldi, avvocata con oltre dieci anni di esperienza nel settore legale e societario, è founder e CEO della startup innovativa Working Mom, con sede a Roma.
Ha sviluppato un modello che integra lavoro, educazione e cura all’interno di aziende e coworking, con l’obiettivo di sostenere la genitorialità e contribuire alla riduzione del gender gap.
Il Metodo Working Mom, alla base del progetto, è una metodologia pedagogica validata scientificamente che punta a ridurre il burnout materno e favorire l’inclusione. A questo si affianca una piattaforma digitale per la governance della genitorialità aziendale, che secondo il progetto consente di ridurre dell’80% i costi rispetto ai modelli tradizionali.
L’obiettivo è mettere a disposizione delle organizzazioni uno strumento scalabile anche a livello internazionale per la costruzione di ambienti di lavoro più sostenibili.
Simona Ester Rombo, Kazaam Lab
Simona Ester Rombo è professoressa ordinaria di Informatica all’Università di Palermo e guida Kazaam Lab, spin-off accademico nato dal trasferimento tecnologico della ricerca universitaria.
Il progetto combina intelligenza artificiale e Network Medicine per l’analisi di grandi quantità di dati biologici e medicali. La piattaforma sviluppata da Kazaam Lab integra ed elabora dati clinici complessi con l’obiettivo di fornire ai medici un supporto alle decisioni terapeutiche.
La tecnologia brevettata punta così a favorire percorsi di medicina di precisione e decisioni terapeutiche maggiormente personalizzate.
Marianna Vianello, Kid Pass
Marianna Vianello ha fondato Kid Pass, ecosistema e Società Benefit dedicato all’accesso alla cultura per bambini e famiglie.
Il progetto integra editoria digitale, e-learning, turismo family e grandi eventi nazionali, con l’obiettivo di portare il pubblico familiare al centro delle strategie di musei e istituzioni culturali. Kid Pass è inserita nella rete europea Hands On! Children in Museums.
Con la nuova piattaforma Kid Pass Tourism, Vianello punta inoltre all’espansione del progetto sui mercati esteri, valorizzando il turismo per famiglie e rendendo l’offerta culturale più inclusiva e accessibile. Il modello mira anche a trasformare la fruizione culturale in metriche di impatto sociale ed ESG misurabili.
Un percorso oltre la finale
Per le sei finaliste, il Premio non si esaurisce con la competizione del 5 novembre. Il percorso comprende strumenti, competenze, relazioni e opportunità di accesso all’ecosistema dell’innovazione e della finanza.
Tra le iniziative previste c’è la realizzazione di un video documentario dedicato alla storia di innovazione imprenditoriale di ciascuna finalista. Sono inoltre previsti incontri formativi con MIPU e ISTUD Business School, attività sul venture capital e sull’innovazione con Italian Tech Alliance e la possibilità di essere selezionate per un processo di screening di Angels4Women, finalizzato all’eventuale accesso a un investimento compreso tra 100 e 500 mila euro.
Il programma comprende anche formazione imprenditoriale con InnovUp, l’accesso a un Investor Day del Club degli Investitori, 1 milione di mail sulla piattaforma Positive e la partecipazione alle Business Class sulla finanza di GammaDonna.
La finale diventa quindi una tappa di un percorso più ampio, costruito attorno a relazioni, competenze e opportunità concrete per sostenere la crescita delle imprese guidate da donne.







































