Sele d’Oro Mezzogiorno, dialogo imprese-istituzioni. Boccia: Serve un piano per dare lavoro ai giovani

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Si conclude con la presenza di Claudio De Vincenti, ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria,e Amedeo Lepore, assessore alle Attività Produttive della Regione Campania, la 33ma edizione del Premio Sele d’Oro Mezzogiorno. La discussione conclusiva, ospitata dall’Auditorium provinciale di Oliveto Citra (Salerno), verte sul tema “Di/Visioni – Nord-Sud, futuro a due velocità. Quale Sud ci attende? Azioni di sviluppo, fondi, protagonismo dei territori”. De Vincenti parla dell’ormai prossima istituzione delle zone economiche speciali. “La proposta della Regione Campania è stata giudicata fin dall’inizio molto interessante ed è incentrata su tre grandi poli che sono i porti di Napoli e Salerno e l’interporto di Nola”.

I vantaggi sono per tutto il territorio “perché la logistica è al servizio di tutti e ovviamente la crescita di questi grandi poli aiuta l’intero sistema economico locale”. Che, ricorda il ministro, “sta già beneficiando di strumenti agevolativi molto importanti contenuti sia negli ultimi due decreti legge del Governo sul Mezzogiorno sia nelle misure adottate dall’amministrazione del presidente De Luca”. Il Governo, inoltre, “sta lavorando – rivela il ministro – a un fondo per il sostegno agli investimenti delle piccole e medie imprese”. De Vincenti, Lepore e Boccia sono stati sollecitati e intervistati dai giornalisti Alfonso Ruffo e Emanuele Imperiali.

Boccia è la voce delle imprese e spiega che “le misure adottate in relazione alle agevolazioni fiscali per chi investe al Sud stanno dando degli ottimi risultati, a dimostrazione del fatto che quando si utilizzano degli strumenti di crescita selettive le aziende rispondono positivamente”. Sulla Finanziaria, invece, il presidente di Confindustria non è particolarmente ottimista. “I margini di manovra sono risicati per cui ci aspettiamo ben poco dal punto di vista delle misure”. Secondo Boccia “è importante piuttosto non smantellare delle misure, penso per esempio al Jobs Act, che hanno dato ampio riscontro in termini di occupazione creata”. Sul futuro, invece, “credo sia necessario – è l’affermazione del rappresentante degli industriali italiani – realizzare un grande piano di inclusione dei giovani nel mondo del lavoro. La politica industriale – conclude – è fatta di piccoli passi e di costanza”.