PressUp, l’azienda che da Nepi serve 75mila clienti nel mondo alla velocità di Amazon

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Roma, 24 apr. (Labitalia) – Far nascere un’azienda completamente digitalizzata nel cuore della Tuscia, a Nepi (in provincia di Viterbo), che dialoga con i colossi dell’Ict come Hp e Google, che fa formare i suoi dipendenti a Barcellona, che ha 75.000 clienti in tutto il mondo, che serve alla stessa velocità di Amazon. E’ l’impresa che è riuscita a Vincenzo Cirimele, 45 anni, calabrese di Verbicaro in provincia di Cosenza (ma romano di adozione), amministratore delegato di PressUp, azienda innovativa nel mondo del printing, che ha saputo trasformare il suo business, digitalizzando completamente sia la produzione sia la commercializzazione di tutti i prodotti, dai biglietti da visita ai cataloghi di moda.

“PressUp -spiega a Labitalia Vincenzo Cirimele- è un’azienda italiana nata nel 2010 per rispondere a un’esigenza che si stava affacciando sul mercato: vendere prodotti e servizi tipografici online. Fino ad allora (e anche adesso), i prodotti tipografici come i biglietti da visita, le brochure, le T-Shirt e i manifesti, le cosiddette commodities, venivano venduti principalmente con il canale tradizionale. Noi, invece, insieme ad altre aziende europee, abbiamo cercato di portare questa vendita sul web e questa scelta ci ha premiato. Oggi PressUp, azienda in cui l’età media è di 34 anni e al 48% femminile, conta circa 60 collaboratori, gestisce circa 1.000 ordini al giorno, ha 75.000 clienti distribuiti in Europa e ha chiuso il 2017 con un fatturato di 16,5 milioni di euro”.

E la sede di questo piccolo miracolo italiano non sta nella Silicon Valley ma a Nepi, antica cittadina laziale fondata dagli Etruschi e che nel corso dei secoli è stata feudo degli Orsini, dei Colonna e dei Borgia. “Nepi, ottimamente servita dalla banda larga, è riuscita a darci, con la struttura industriale già presente, un know how importante digitale -spiega Cirimele- sulla piattaforma logistica, sui trasporti e sull’infrastruttura di comunicazione”.

PressUp, dice Cirimele, “fornisce un servizio tailor-made al cliente, che sul web fa sempre più riferimento ad Amazon a Netflix, aspettandosi gli stessi servizi in termini di efficienza e velocità”. Per vincere questa sfida l’azienda è stata completamente digitalizzata. “Abbiamo digitalizzato -aggiunge l’ad- il marketing e le vendite: Pressup non ha persone fisiche che vendono, ma, grazie alla collaborazione con Google, Microsoft, Facebook con tutti player fondamentali e i social, riesce ad offrire i propri prodotti e servizi sul web. Abbiamo digitalizzato la progettazione e la produzione dei nostri prodotti, la supply chain e tutto il work flow che orchestra ogni minimo passaggio all’interno della nostra azienda. Questo ci permette di essere molto efficienti e di dare ai nostri clienti quello che chiedono”.

Fondamentalmente PressUp si rivolge a una clientela B2B, e quindi a professionisti, ad agenzie piccole o medie, a imprese. “Con il file da stampare i clienti vanno sulla nostra piattaforma -racconta Cirimele- e possono scegliere tra migliaia di prodotti con diverse tipologie e misure. E’ un semplice upload-and-print, scelgono la quantità, controllano il prezzo noi riceviamo e stampiamo e consegniamo in 24 ore, e nel Lazio anche in giornata stessa. Un traguardo possibile grazie alla digitalizzazione di tutti i processi e anche all’inserimento nel nostro sito produttivo di tecnologie all’avanguardia. Fornitori come Hp -sottolinea Cirimele- ci hanno permesso di riuscire ad abbattere i tempi, di controllare la nostra produzione e di offrire ai nostri clienti veramente dei prodotti eccellenti”.

Proprio con Hp è nato un rapporto all’insegna della tecnologia più avanzata. “E’ un’azienda -racconta l’ad- che incarna la to-do-attitude: è un’azienda che fa e che introduce continuamente nel mercato software innovativi. Fra tutti, PrintOS che ci ha permesso di integrare i nostri software e i nostri work flow con le loro macchine e di riuscire a controllare e avere i dati, oggi fondamentali, in qualsiasi punto della nostra azienda e anche, addirittura se siamo fuori dall’azienda”.

In questa azienda così innovativa il capitale umano ha “un’importanza fondamentale”, aggiunge Cirimele. “Un’azienda moderna e innovativa sa che il valore e la redditività – sottolinea – stanno nel capitale umano, stanno nelle persone, nella voglia che le persone hanno di imparare, di mettersi in discussione e di fare qualcosa di nuovo. Noi investiamo tantissimo in formazione: abbiamo un percorso formativo e di crescita che studiamo periodicamente, con Hp abbiamo un piano che a inizio anno condividiamo per permettere ai miei ragazzi di andare a Barcellona nella loro sede principale europea per imparare nuovi strumenti e nuove tecniche”.

Non solo. La formazione è anche sul time-saving, sulle lingue, sui processi di gestione aziendale e sull’It. Rimane, comunque, come per molte aziende italiane, la difficoltà di reperire professionisti specializzati e profili più nuovi, più digitali. “Moltissimi ragazzi -conferma Cirimele- portano un cv interessante, ma poi sono carenti all’atto pratico. Quindi negli anni abbiamo introdotto persone junior che poi abbiamo fatto crescere in azienda. Oppure siamo riusciti ad assumere persone che dopo un periodo formativo e di lavoro al Nord o all’estero sono tornati nel Lazio. C’è un ritardo nel riuscire a formare le persone sulle nuove tecnologie che cambiano molto velocemente”.

La formula magica per essere competitivi e rimanere sul mercato globale probabilmente non c’è. Ma di sicuro qualcosa Cirimele la consiglia. “Un’azienda oggi per essere competitiva -conclude- deve voler crescere e non stare a guardare il proprio orticello. E la crescita passa da due cose fondamentali: la prima è il capitale umano e la seconda è ascoltare il cliente, anche sulle recensioni sul web, per capire quali possono essere le migliorie da offrire. E poi occorre andare oltre i confini nazionali, abbattere la localizzazione e pensare alla globalità, all’Europa in primis”.