Prevenire gli incendi nei cantieri
Seminario tecnico al Cpt

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“La sicurezza e la prevenzione antincendio nei cantieri temporanei e mobili”: è questo il tema di un seminario in programma a Napoli domani pomeriggio, a partire dalle ore 14, nella sede del Comitato paritetico territoriale per la prevenzione degli infortuni, “La sicurezza e la prevenzione antincendio nei cantieri temporanei e mobili”: è questo il tema di un seminario in programma a Napoli domani pomeriggio, a partire dalle ore 14, nella sede del Comitato paritetico territoriale per la prevenzione degli infortuni, l’igiene e l’ambiente di lavoro (in sigla Cpt) nella palazzina “Cosenza”, in via Leonardo Bianchi 36/40. L’incontro, organizzato con il contributo dei Vigili del Fuoco, gode del patrocinio della direzione regionale Campania dell’Inail, dell’Ordine degli ingegneri di Napoli (presieduto da Luigi Vinci) e del Consorzio Promos Ricerche. Ad aprire i lavori saranno gli interventi di Paola Marone, presidente del Cpt; Andrea Lanzetta, vice presidente del Cpt; Emidio Silenzi, direzione regionale Campania dell’Inail; Guido Parisi, direttore regionale dei Vigili del Fuoco della Campania; Ferdinando Flagiello, amministratore delegato del Consorzio Promos Ricerche. Seguirà l’intervento di Giovanni Fricano, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Napoli. Sono previste poi le relazioni di Ciro Luongo (funzionario dei Vigili del Fuoco); Salvatore Vecchione (ingegnere e Verificatore di impianti elettrici ex Dpr 462/01) che interviene sul tema “Rischio elettrico e misure di prevenzione nei cantieri”) e di Veneranda Celardo (ingegnere e manager della sicurezza) che interviene sul tema “Gestione della sicurezza antincendio nei cantieri temporanei e mobili”. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Giovanni Capozzi. Di seguito pubblichiamo una breve relazione a cura di Paola Marone e Veneranda Celardo, sui temi oggetto dell’incontro in programma domani. I cantieri temporanei e mobili si definiscono come “Qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di ingegneria civile”. Il cantiere può essere un luogo di lavoro temporaneo o mobile, destinato ad essere smantellato al termine dell’opera, in esso si lavorano materiali, si assemblano ed usano equipaggiamenti e macchinari, si eseguono opere civili e di montaggio, collaudi ed avviamenti, allo scopo di costruire edifici civili e/o realizzare progetti industriali in tempi prestabiliti e lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le parti strutturali delle linee elettriche e le parti strutturali degli impianti elettrici, le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche e, solo per la parte che comporta lavori edili o di ingegneria civile, le opere di bonifica, di sistemazione forestale e di sterro. Sono, inoltre, lavori di costruzione edile o di ingegneria civile gli scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per la realizzazione di lavori edili o di ingegneria civile La sicurezza di chi lavora nel cantiere è determinante per la realizzazione del progetto e ne influenza anche l’efficienza, intesa come realizzazione di un progetto a minor costo. La normativa che prescrive condizioni minime di sicurezza nei cantieri temporanei e mobili è contenuta nel D.lgs. 81/08 al titolo IV e nei suoi allegati X e XIV. In essa si stabiliscono anche le figure responsabili della gestione della sicurezza e delle emergenze, i ruoli, gli adempimenti, le sanzioni e le modalità per prevenire situazioni di rischio per la salute e la sicurezza, con particolare attenzione anche al rischio incendio ed esplosione. L’art. 18, c 1, lett. T) del Testo unico stabilisce che il datore di lavoro e i dirigenti, devono “adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi, la formazione e l’innesco di miscele esplosive e assicurare le condizioni per un rapido e sicuro allontanamento dei lavoratori dai luoghi di lavoro, nonché …… ai sensi delle disposizioni di cui all’art. 43: “tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni, dell’azienda o dell’unità produttiva e al numero delle persone presenti”. Il primo comma dell’art. 46 del D. Lgs. 81/08 sancisce il concetto di prevenzione incendi definendola: “la funzione di preminente interesse pubblico, di esclusiva competenza statuale, diretta a conseguire, secondo criteri applicativi uniformi sul territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell’ambiente”. Il secondo comma del citato articolo detta un obbligo generale di prevenzione ma che risulta applicabile a tutti i luoghi di lavoro ed a tutte le operazioni lavorative, ossia: “nei luoghi di lavoro soggetti al D. Lgs. 81/08 devono essere adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l’incolumità dei lavoratori”. Infine l’ art. 13 D. Lgs 8 marzo 2006 n° 139 definisce la prevenzione incendi e gli ambiti di applicazione “ ……la prevenzione incendi si esplica in ogni ambito caratterizzato dall’esposizione al rischio di incendio e, in ragione della sua rilevanza interdisciplinare, anche nei settori della sicurezza nei luoghi di lavoro, del controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose, dell’energia, della protezione da radiazioni ionizzanti, dei prodotti da costruzione.” “La vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è svolta dalla azienda sanitaria locale competente per territorio e, per quanto di specifica competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco” (art. 13 del D. Lgs 81/08) Le condizioni di lavoro in un cantiere sono fondamentalmente differenti da quelle del settore di produzione industriale, commerciale od amministrativo. Per la gestione della sicurezza in cantiere il D.lgs. 81/08 detta degli obblighi procedurali in base all’entità del cantiere, alla tipologia di sostanze utilizzate, alle lavorazioni svolte e al numero di imprese presenti. Esse infatti sono caratterizzate da: • variazioni continue del tipo di lavoro in conseguenza dell’avanzamento della costruzione; • utilizzo di equipaggiamenti provvisori che raramente soddisfano gli standard di sicurezza richiesti per le installazioni fisse; • grande varietà di lavori di solito eseguiti da più imprese simultaneamente; • una costante rotazione delle imprese e del personale recuperi forzati dovuti a circostanze impreviste come cattivo tempo o ritardi nelle spedizioni. Tra tutti i rischi quello legato allo svilupparsi di un incendio risulta erroneamente poco considerato anche perché presente fin dall’allestimento del cantiere, nella realizzazione basale delle opere, nello stoccaggio e nell’uso di sostanze infiammabili, nelle prove dei nuovi impianti, nell’uso non appropriato delle attrezzature e nella corretta manutenzione di impianti e/o attrezzature, nelle operazioni di saldatura, nell’uso di fiamme libere per operazioni di impermeabilizzazione, negli gli impianti elettrici provvisori, ma anche per la presenza di bracieri di fortuna per il riscaldamento dei lavoratori, i mozziconi di sigaretta, gli atti vandalici. Gli adempimenti di prevenzione e la gestione delle emergenze Per le difficoltà operative specifiche per i cantieri, sopra richiamate, la norma impone una coordinazione e una cooperazione delle diverse imprese appaltatrici e lavoratori autonomi attraverso le figure del coordinatore della progettazione/ coordinatore per l’esecuzione dei lavori (ove previsti), nominati dal committente. Il coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ha dei precisi obblighi, tra cui la redazione del “Piano di sicurezza e coordinamento” (PSC) corredato da un layout di cantiere mentre ogni datore di lavoro coinvolto nel cantiere è tenuto alla redazione del proprio “Piano operativo di sicurezza” (POS), per la valutazione di tutti i rischi. Il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione verifica, inoltre, tramite azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi delle disposizioni loro pertinenti contenute nel PSC; lo stesso verifica la congruità tra i vari POS e PSC, integrando quest’ultimo o richiedendo la revisione dei vari POS. E’ possibile, analizzando la normativa vigente (con riferimento al rischio incendio, Decreto legislativo 81/2008 e il D.M. 10 marzo 1998), individuare come compito del datore di lavoro quello di attuare misure di prevenzione per ridurre la probabilità di insorgenza di un incendio e limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi attraverso: – la valutazione del rischio incendio ed esplosione, – la preventiva designazione dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di pronto soccorso e, comunque di gestione dell’emergenza, i quali devono essere adeguatamente formati, – l’individuazione e corretto dimensionamento delle vie d’uscita, – l’ installazione di sistemi di rilevazione, di allarme e di estinzione, – periodici controlli e manutenzione di tutti gli impianti e delle attrezzature con particolare riferimento a quelli di protezione antincendio, – la pianificazione delle procedure da attuare in caso di incendio e dell’organizzazione dell’emergenza (Redazione del Piano di emergenza) corredata da eventuali esercitazioni di emergenza, – Idoneo stoccaggio di sostanze o miscele infiammabili. Ingegner Paola Marone, presidente CPT Ingegner Veneranda Celardo, safety manager e professionista L. 818/84