Previdenza: per casse priorità esigenze iscritti, da assistenza a welfare

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Milano, 29 giu. (Labitalia) – Le casse previdenziali degli ordini professionali vanno incontro alle esigenze degli iscritti, tenendo presente anche le nuove competenze professionali. E’ quanto emerso oggi dal dibattito ‘Assistiamoci: le nuove frontiere del welfare’, tenutosi a Milano, in occasione del Festival del lavoro, organizzato dall’ordine del Consiglio nazionale dei Consulenti del lavoro.

“Da anni -ha detto Alessandro Visparelli, presidente dell’Enpacl, Ente nazionale di previdenza e assistenza dei consulenti del lavoro- cerchiamo di mettere a disposizione dei colleghi diverse iniziative, che vanno dall’assistenza (polizza, sanitaria, integrativa) ai provvedimenti straordinari per i consulenti delle zone terremotate. Diamo, inoltre, un assegno di 6.000 euro all’anno a tutti gli orfani dei colleghi e minori di età”. “Abbiamo anche risorse destinate al welfare attivo -ha ricordato- quindi a sostegno e sviluppo della categoria, andando a finanziare iniziative per acquisto attrezzature, di cui ci facciamo carico degli interessi. L’Enpacl ha anche finanziato importanti iniziative di formazione per spingere i colleghi ad occuparsi di nuove attività professionali; quest’anno abbiamo finanziato un progetto che prevede la formazione di 500 colleghi che si occuperanno della consulenza-pianificazione previdenziale. Ma i progetti sono rivolti anche ai giovani, ad esempio, per la sicurezza sul lavoro. Stiamo poi sperimentando il passaggio degli studi professionali dagli ‘anziani’ che stanno terminando l’attività, a favore dei giovani che fanno sempre più fatica a entrare nel mondo del lavoro, con garanzia Confidi per acquistare lo studio dei colleghi. Poi l’Ente, gratuitamente, offre un contributo proporzionato al finanziamento ottenuto, pari al 12%”.

Un’attività pensionistica che punta sul welfare è anche la strada scelta dalla Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti. “Noi -ha spiegato il presidente Walter Anedda- pensiamo ad un welfare strategico e attivo che accompagna il professionista nel momento in cui comincia la sua attività professionale, durante il suo percorso e anche nel momento in cui va in pensione. In generale, le casse possono davvero essere di supporto per chi oggi avvia l’attività professionale. Avviare un’attività professionale significa fare investimenti e, quindi, risorse che i giovani spesso non hanno a disposizione. Piano piano tutte le categorie professionali si stanno attivando per attuare strumenti validi che sono immediatamente disponibili”.

L’Enpab, la cassa di previdenza e assistenza a favore dei biologi, sta cercando di diversificare l’assistenza agli iscritti, in base alla professionalità. “Abbiamo superato -ha sottolineato, Tiziana Stallone, presidente Enpab- i 15mila iscritti, il 50% dei quali è under 50 e il 42% è nutrizionista. Abbiamo cercato di parlare la stessa lingua dei nostri iscritti, infatti siamo entrati nelle università e abbiamo accolto le loro esigenze e il desiderio di essere sempre più rappresentati nel sistema accreditato privato”.

“Abbiamo ideato la ‘work-up’ professionale -ha proseguito Stallone-: il progetto rappresenta un’altra fase di evoluzione del welfare attivo tramite l’intervento legato al sostegno e alla promozione della libera professione come necessaria condizione per un incremento dei redditi professionali e, quindi, per contributi previdenziali più consistenti, necessari per migliorare le prestazioni. La partnership nata tra Enpab e la Clinica Santa Famiglia di Roma , unica struttura in Italia mono specialistica di Ostetricia e Ginecologia che, con progetti specifici, va nella direzione del benessere”.

“La ‘work-up’ -ha affermato la presidente Stallone- dedicata a ‘Nutrizione e fertilità’, ha accolto 8 biologi liberi professionisti presso le strutture della clinica e li sosterrà in un percorso di formazione intensiva tramite l’esposizione di casi pratici e la condivisione di metodiche e protocolli di lavoro per la durata complessiva di un anno. Questo tipo di formazione mira all’acquisizione di newskills e alla formazione sul campo, un importante momento di confronto con altri professionisti. Così l’ente di previdenza dà la possibilità di accorciare la distanza tra il mondo della formazione e quello del lavoro”.