Prezioso alle istituzioni: Sviluppo, le imprese ci sono. Ma ora la politica faccia la sua parte

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I progetti delle imprese e del sistema associativo, la capacità e la determinazione per attuarli, ci sono. Ma le istituzioni, a partire dal Governo e dalla Regione Campania, devono fare la loro parte. Serve una logica di sistema orientata alla crescita della competitività: interventi su energia, logistica, reti di trasporto, connessioni intermodali“. Nella sua relazione all’Assemblea Ordinaria dell’Unione Industriali, il presidente Ambrogio Prezioso sottolinea “l’importanza di adeguate politiche di contesto per cogliere gli obiettivi fondamentali per lo sviluppo del territorio: rilancio dell’industria manifatturiera e rigenerazione urbana, puntando su integrazione e valorizzazione di giacimenti culturali, turismo e ambiente. Pompei e Area Flegrea sono due Grandi Progetti messi in campo dell’Unione“. “Ma qualsiasi iniziativa – dice – rischia di frenare se non vengono rimosse le criticità che condizionano l’attività d’impresa: l’eccesso di burocrazia, il peso esorbitante del fisco, un asfissiante cuneo fiscale, l’inefficienza della giustizia civile, il costo dell’energia“. Fondamentale, per Presioso, è l’utilizzo efficace delle risorse comunitarie e nazionali, a partire dal rilancio delle aree metropolitane, “punto centrale della nuova programmazione. L’esperienza del ciclo di programmazione in fase di conclusione ha evidenziata una inadeguata capacità da parte degli organi di governo centrali e locali a utilizzare efficacemente le risorse disponibili. Bisogna cambiare registro e farlo in fretta, sulla base di un confronto costante tra mondo delle imprese e interlocutori istituzionali, modellato su una partecipazione concreta ai processi decisionali“. L’altra grande leva su cui agire per la crescita è l’innovazione. “L’Unione Industriali – conclude Prezioso – è impegnata fortemente per favorire l’incontro tra le imprese, pmi in particolare, il mondo della ricerca e dell’alta formazione, come dimostrano il Patto con il Cnr e il Protocollo d’intesa con la Federico II. L’obiettivo di fondo è un’interazione che consenta finalmente anche alle pmi di avvalersi in tempi circoscritti e con costi relativamente contenuti dei risultati dell’evoluzione tecnologica“.

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