PricewaterhouseCoopers: imprese, sette azioni per mitigare gli effetti della crisi

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di Francesco Bellofatto

Il Global Crisis Center di PricewaterhouseCoopers, che sta monitorando l’effetto del virus Covid 19 sull’economia internazionale, indica sette azioni che imprenditori e manager devono mettere in campo per rendere le imprese in grado di resistere, proteggere i lavoratori e affrontare le incognite della crisi globale.
1) Revisionare gli spostamenti dei lavoratori: la priorità è stabilire esattamente dove si trova il personale e quanti addetti si trovano in territori vulnerabili, valutando le possibilità di rimpatrio e di lavoro da remoto. Tutti i piani di viaggio imminenti dovranno essere riprogrammati o cancellati.
2) Mettere in campo politiche chiare per affrontare le assenze dovute a malattia o cura dei parenti, definire un protocollo per i visitatori dei siti aziendali, la procedura per la segnalazione della malattia e le restrizioni di viaggio. Vanno pianificate anche le politiche di supporto per i genitori che lavorano in caso di lunghe chiusure delle scuole. La protezione dei lavoratori è l’elemento chiave per mantenere le attività operative ed essere pronti per un’efficace ripresa.
3) Rivedere i piani di crisi e continuità: ogni azienda ben gestita dovrebbe contare su un piano di crisi o di continuità, ma nulla mette alla prova la teoria come la realtà. I piani generici devono essere adattati per far fronte alle sfide della pandemia: se un gran numero di dipendenti deve lavorare in remoto per un certo periodo, ad esempio, c’è abbastanza larghezza di banda tecnologica per farvi fronte? Come sarà gestita la comunicazione con i dipendenti? Durante qualsiasi crisi, la più grande preoccupazione per i CEO è la raccolta rapida di informazioni accurate. Come scorreranno i dati durante questa crisi?
4) Analizzare la catena di approvvigionamento per evitare potenziali vulnerabilità. Ciò significa iniziare con i prodotti più critici e guardare ben oltre i fornitori di primo e secondo livello, fino alle materie prime. Ad esempio, se i prodotti di un’azienda contengono componenti provenienti da un paese che viene isolato, esiste una fornitura secondaria?
5) Identificare potenziali punti critici attraverso i team e gli individui da cui dipendono processi o servizi. Ci sono lavoratori con le giuste competenze che potrebbero entrare in ruoli critici se necessario? Call center e i centri di servizi condivisi sono potenzialmente vulnerabili: è possibile adottare misure per ridurre il livello di interazione umana, con turni sfalsati o lavoro a distanza?
6) Il ruolo della comunicazione: disinformazione e confusione si sono diffuse insieme al virus. I lavoratori e gli stakeholder devono invece contare su una chiara ed efficace comunicazione interna e corporate, per essere rassicurati sul fatto che sono protetti e che il business è preparato ad affrontare i diversi scenari della crisi. La leadership dovrebbe essere vista come una fonte di verità. La coerenza e l’accuratezza della messaggistica sono la chiave, così come la sicurezza: la forza lavoro deve sapere che il benessere è fondamentale.
7) Analisi di scenario: in un clima di diffusa incertezza, la pianificazione degli scenari è uno strumento fondamentale. Quali sono gli scenari migliori e peggiori e l’azienda è in grado di far fronte? Quale potrebbe essere l’impatto a lungo termine, ad esempio, sul capitale circolante o sulle alleanze bancarie, o persino sugli affitti per negozi e ristoranti se i luoghi pubblici sono chiusi? L’azienda è preparata ad un potenziale aumento della domanda di prodotti e servizi on line, dal momento che si trascorre più tempo a casa piuttosto che al lavoro? Ci sono piani di emergenza per la fornitura di prodotti di prima necessità, visto che i supermercati stanno riducendo varietà e scorte?
Non vanno persi di vista gli altri rischi, a partire dalla sicurezza informatica, che dovrebbe essere sempre al primo posto: le organizzazioni sono più vulnerabili quando affrontano una crisi che domina la loro attenzione. Di fonte ad una ripresa che potrebbe essere molto lunga, le aziende ben preparate riusciranno a recupereranno più rapidamente.
(fonte: Melanie Butler, Kristin Rivera, Sloane Menkes e Marissa Michel del Global Crisis Center di PricewaterhouseCoopers)