Il mese appena iniziato si è presentato con un fine settimana infuocato, da vero incubo. Soprattutto per quanti hanno partecipato all’annuale trasferta collettiva verso località accoglienti con un clima adatto al recupero delle energie perse con un anno di lavoro. Lo stesso peraltro è trascorso sotto stress per quanto di negativo sta accadendo su buona parte del pianeta. Lo stesso periodo di qualche anno fa avrebbe trovato le popolazioni accaldate sì, ma non ostaggio dei problemi e delle paturnie attuali. Ciò che determina l’attuale stato di disagio è l’uscita fuori dai ranghi di ogni logica, anche di quella che dovrebbe essere usata normalmente, se interpretata in maniera corretta, anche dalla più debole delle menti umane.
Quanto trasforma ciò che dovrebbe essere normale agitazione in vera e propria ansia, è la completa uscita dal sentiero del Senno delle menti di quanti dovrebbero dare l’esempio di come ci si debba comportare se messi in allarme da quanto dicono (talvolta anche fanno) i vari Trump, Putin e loro colleghi. Questi, fragorosamente, fanno dichiarazioni che smentiscono prontamente nel giro di qualche ora. Oltre a far mancare la terra sotto i piedi a quanti avessero fatto conto su decisioni razionali dei loro primi concittadini, quegli stessi stanno portando la nave dell’agire responsabile verso un punto di non ritorno. Da dove sarà ancora più difficile riuscire a imboccare il sentiero naturale di sviluppo. Per ora buone vacanze a chi attacca e a chi è attaccato, a prescindere.





































