Prima missione spaziale per deviare un asteroide: ricercatore della Parthenope nel team italiano

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in foto il microsatellite italiano liciacube (dal sito dell'Asi)

Prima missione spaziale per deviare un asteroide: ricercatore della Parthenope nel team italianoÈ pronta a partire la prima missione spaziale per deviare un asteroide, si chiama Dart (Double Asteroid Redirection Test) e a bordo c’è anche l’Italia con il delicato ruolo di “cronista”. Il lancio è previsto per mercoledì 24 alle 7,20 (orario italiano), a bordo di un Falcon 9 dalla base Nasa californiana di Vandenberg. Tra 11 mesi Dart impatterà a 21mila chilometri orari con un asteroide di 170 metri di diametro per provare a modificarne la traiettoria. “Con Dart per la prima volta potremo davvero valutare le nostre capacità di poter modificare l’orbita di una asteroide potenzialmente pericolo”, ha commentato Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Sono innumerevoli le volte in cui cinema e letteratura si sono cimentate nel racconto di comete o asteroidi in rotta di collisione con la Terra proponendo soluzioni più o meno realistiche per salvare il pianeta e ora, per la prima volta, quelle idee potranno essere tradotte in realtà. Seppur remoto il pericolo di impatto con grandi corpi celesti esiste davvero e proprio per questo varie agenzie spaziali stanno sviluppando i primi progetti di difesa planetaria con un solo obiettivo: evitare di farci fare la fine dei dinosauri. Dart della Nasa è la prima di due missioni del programma Aida (Asteroid Impact and Deflection Assessment), la seconda sarà Hera dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) con la Nasa, per testare sul campo la possibilità di deviare un corpo celeste in rotta con la Terra attraverso un violento impatto con un piccolo oggetto. Obiettivo di Dart è quello di colpire violentemente Dimorphos, un asteroide di 170 metri di diametro che orbita attorno a un altro asteroide più grande, Didymos. L’urto di Dart, di 670 chilogrammi a 21mila chilometri orari, dovrebbe provocare solo un impercettibile spostamento di Dimorphos. Una piccola variazione dell’orbita che però dovrebbe produrre uno scostamento sempre più grande nel tempo dalla traiettoria iniziale. A raccontare in tempo reale gli ultimi istanti di Dart e successivamente misurarne gli effetti sull’asteroide sarà LiciaCube, il microsatellite interamente italiano, realizzato a Torino da Argotec, per conto di e in collaborazione con Asi. “Il suo ruolo sarà molto importante per la riuscita dell’intera missione – ha aggiunto Saccoccia – e sono state molte le sfide tecnologiche da affrontare anche perché il microsatellite dovrà gestire in modo indipendente le fasi operative e le varie possibili situazioni che si troverà davanti”. A 10 giorni dall’impatto LiciaCube si separerà da Dart per portarsi a circa 50 chilometri di distanza navigando in forma autonoma e filmare l’impatto con le sue 2 telecamere Leia (Liciacube Explorer Imaging for Asteroid) e Luke (Liciacube Unit Key Explorer). LiciaCube sarà il satellite italiano ad operare più lontano dalla Terra e sarà gestito da una squadra tutta italiana che comprende ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Politecnico di Milano, Università di Bologna e Parthenope di Napoli, Istituto di Fisica Applicata del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifac-Cnr) di Firenze, coordinata da Elisabetta Dotto dell’Inaf.