Primarie Pd, avanza il fronte dei freddi

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Roma, 13 dic. (AdnKronos) – “Non lo so ancora se andrò a votare a marzo, occorre far politica…”. Romano Prodi, anche se ancora con il punto interrogativo, ha dato il primo giro alla ‘roulette’ dei dubbi sulla presenza alle prossime primarie del Pd. “Mi facciano capire qual è il programma allora posso anche giudicare, non è il numero dei candidati di cui abbiamo bisogno, abbiamo bisogno di idee grandi”, ha detto il fondatore.Ma al di là dei dubbi del Professore, le cui scelte non sono mai state indifferenti per il Pd, diversi esponenti dem o di area anche dopo la formalizzazione delle candidature non si stanno stracciando le vesti per il Congresso. Il sindaco di Milano Beppe Sala, per esempio, si era già espresso: “Il mio orientamento è quello di non andare a votare”, ha annunciato qualche giorno fa invocando la “coerenza”: “Non avendo la tessera del Pd, posso permettermelo”.Scorrendo l’elenco dei vecchi Big del Nazareno, l’aria che tira non cambia. Pier Luigi Bersani, è chiaro, ha già detto che non andrà a votare alle primarie: “Non mi sembrerebbe rispettoso, ma tifo per chi dice che serve un nuovo centrosinistra”. Anche Gugliemo Epifani, come l’ex segretario, ha lasciato il Pd e le sue dinamiche interne. Enrico Letta, ex premier e ex vice segretario, da tempo ha fatto perdere le sue tracce al Nazareno.

Ma anche le ultime dichiarazioni di Matteo Renzi non sono proprio entusiastiche nei confronti del Congresso: “Sono fuori, è come il giorno della Marmotta”, ha detto. Ma al di là delle scelte del senatore di Firenze, il punto è che proprio tra i renziani sembra trovare spazio questa nuova corrente dei ‘freddi’ nei confronti del Congresso, quelli che alla fine potrebbero non presentarsi ai gazebo il prossimo 3 marzo.Per esempio, Maria Elena Boschi. “Chi voto? Non Zingaretti”, sono state le uniche parole pronunciate da Meb sul Congresso. Poi, più nulla. Secondo diversi parlamentari dem, alla fine la Boschi non si schiererà. Almeno per il momento, la ex sottosegretaria non ha ‘endorsato’ né Roberto Giachetti e né Maurizio Martina. Per ora il suo nome non figura nella lista di 85 parlamentari renziani che appoggiano la candidatura dell’ex segretario.

Lo stesso Francesco Bonifazi, tesoriere del Pd e braccio destra di Matteo Renzi, anche lui in silenzio sul Congresso. Altri renziani, invece, hanno detto chiaro e tondo che non appoggeranno alcun candidato: Teresa Bellanova, a lungo nel totonomine per la segreteria, e anche Gianni Pittella. Dubbi anche da Valeria Fedeli, che in attesa di leggere le mozioni ha stroncato il duo Martina-Richetti: “E’ chiaro che una mozione rappresentata da un ticket di soli uomini non può essere all’altezza delle sfide”. E a proposito di genere, il gruppo di donne riunite in ‘TowandaDem’ ha raccolto 500 firme minacciando l’Aventino al grido di “fatevi da soli il Congresso” lanciato nei confronti dei candidati maschi.