Procida Mediterranea 2022, un progetto per la capitale europea della cultura: 27 opere d’arte per l’isola

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in foto una veduta di Procida

Quando nel 2019 Matera fu designata “Capitale Europea della Cultura”, tra i tanti entusiastici commenti, ci fu quello di chi sottolineò la contraddizione con il fatto che forse Matera è l’unica provincia d’Italia dove tutt’oggi non passano i treni delle Ferrovie dello Stato.
Quello dei trasporti e dei collegamenti al Sud è una vexata quaestio che caratterizza da anni, il dibattito politico e sociale sulle condizioni del Sud, di cui lo Stato italiano deve continuare ad occuparsi con forza e lungimiranza.
Lo deve fare, e deve fare molto altro ancora anche in altri settori, per non vanificare l’immenso tesoro di potenzialità che ha il nostro Sud nel campo della cultura e del turismo, la vera industria di una terra generosa.
Matera ieri e Procida oggi sono la spia di queste potenzialità e le loro nomine a Capitali della cultura, europea e italiana, vanno colte come stigmatizzazione di un cammino da percorrere ineluttabile e foriero di impensabili approdi.
Procida, con il suo progetto e le sue peculiarità, è veramente un “isola che non isola” e ben si inserisce in una fitta rete di luoghi del cuore, anche di minor nome ma non di minore suggestione, che potrebbero dare ancora non poche speranze e futuro al nostro meridione.
“Procida Capitale della Cultura Italiana 2022” deve dare vite a dinamiche che, pur necessariamente consumate nell’arco temporale prescritto, siano capaci, però, di avviare processi tali da aprire porte e finestre per poter guardare oltre e più intensamente.
L’ associazione “Ambiente e Cultura Mediterranea”, che da ormai 11 anni opera in Campania su tematiche che riguardano la mediterraneità, vuole cogliere questa occasione per dare un proprio originale contributo a tale possibile processo e, per l’occasione, ha messo a punto un progetto, “Procida Mediterranea 2022”, da sottoporre all’attenzione della civica amministrazione procidana.
Il progetto mette insieme una serie di energie capaci di illuminare tutti gli aspetti culturali di cui tenere conto in quest’anno e in questa opera, partendo da Procida e dal mondo divino dei Campi Flegrei per allargarsi, almeno per quel che si potrà, ad una visione più ampia che collochi l’isola nel Tirreno e, quindi, nel Mediterraneo.
Il progetto ha almeno tre linee direttive che non sono delle monadi, ma sono fluide e pragmatiche intersecandosi fra di loro.
Mensilmente, sulla pagina web “Procida mediterranea 2022” dell’associazione e su altri canali della rete multimediale, saranno pubblicati editoriali su Procida da diversi punti di vista (storia, mito, archeologia, paesaggio, flora e fauna, architettura e monumenti ,..). Il primo editoriale scientifico, a cura di Carla Pepe, docente di metodologia della ricerca archeologica dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, già è stato pubblicato nel mese di maggio. A curare questo aspetto del progetto saranno docenti ed editorialisti di tutte le Università campane.
Le arti figurative qualificheranno un ulteriore aspetto del progetto. Hanno aderito 27 artisti provenienti od operanti in varie regioni italiane (Campania, Lombardia, Puglia, Sicilia, Toscana,…) che produrranno ciascuno un’opera che tratti di Procida. Con dette opere sarà allestita una mostra nell’isola, al termine della quale saranno donate al locale Museo.
La Campania sarà presente con dieci artisti, alcuni dei quali già hanno iniziato a lavorare. Le opere, insieme ad una presentazione dell’artista, verranno mensilmente presentate sul sito dell’associazione. Amoroso Gemma, De Leucio Ines, Di Maria Anna, Lavadero Lubrano Antonio, Pellegrino Silia, Scopetta Anna, Vedova Roberto e Volpe Simonetta per la pittura; Calandro Giulio e Goglia Mariano per la scultura, i nomi degli artisti campani che ci daranno un’immagine di Procida personale, nuova, trasfigurata o reale, ma comunque evocativa di un mondo che ha il potere di incantare e di farci sognare.
Nel 2019 l’associazione istituì e promosse il “Premio di Cultura Mediterranea”, intitolato, ogni anno ad una personalità che si è distinta in questo campo ed assegnato egualmente ad un artista, scrittore, docente o comunque ad una persona che abbia trattato questa vasta tematica. Il premio ben si inserisce nel progetto, sottolineando con forza maggiore quest’anno, il lavoro in ambito mediterraneo che si sta portando avanti.
Procida giace solare di fronte alle coste campane; quasi un corteo festante di sirene insieme a Capri, Ischia, Nisida, Vivara, le altre isole campane minori e, perché no, insieme anche agli isolotti ormai scomparsi del Lazzaretto, di san Leonardo e di san Vincenzo, intorno al golfo di Napoli.
Dono divino della natura, Procida si proietta sulla scena italiana ed europea e può essere un segno di rinascita e di nuova vitalità, mentre si incomincia a rivivere dopo il tempo brutto e fuligginoso dell’emergenza sanitaria.