Progetto Eube, prima riunione a Napoli Dall’Ue grandi opportunità per le Pmi

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Il 7 giugno scorso si è riunito per la prima volta il Tavolo permanente per l’accesso ai finanziamenti UE previsto all’interno del progetto EUBE – Europe Boosts Enterprises – del Centro Europe Direct LUPT “Maria Scognamiglio” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Obiettivi
Il Tavolo ha l’intento di sfruttare le tecniche di design thinking per aumentare la consapevolezza di ciascun stakeholder dell’esistenza e del ruolo degli altri partecipanti all’interno della filiera dei finanziamenti UE, avendo dunque la possibilità di enucleare eventuali discrasie e di disegnare un processo di governance / accessibilità a livello regionale per i finanziamenti alle PMI.
La prima riunione è stata innanzitutto l’occasione per sensibilizzare ed informare stakeholder chiave nel territorio campano sull’esistenza ed i meccanismi relativi al Piano Juncker, in quanto i partecipanti al tavolo possono fungere da volani e moltiplicatori della sensibilizzazione ed aumento di consapevolezza di questo importante Piano. In aggiunta, la prima riunione è stata contraddistinta da un approccio estremamente propositivo tra tutti i soggetti che hanno partecipato nonché è stata l’occasione per attività di networking e di condivisione delle problematiche, delle potenzialità, degli ostacoli così come delle storie di successo nel campo della filiera dei finanziamenti europei.

Diverse voci
Una delle peculiarità del Tavolo è stata la capacità di riunire diverse voci all’interno della filiera della gestione, erogazione e fruizione dei finanziamenti europei, facilitando la discussione tra il mondo delle imprese e delle loro associazioni di categoria, le istituzioni territoriali di livello regionale e locale e le organizzazioni supporto e beneficiari indiretti, come le Università e le Associazioni che operano nel campo dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.

I partecipanti
Difatti, alla prima riunione del tavolo, la voce delle imprese è stata portata da: Julia Alessio di Creditalia, una società di consulenza ed assistenza al credito per le aziende con particolare focus sul Mezzogiorno; Elena Bonavolontà in rappresentanza della Confederazione Italiana Agricoltori Campania che raggruppa le istanze delle tante imprese nel settore agricolo ed agroalimentare che contraddistinguono una buona parte del territorio campano; Gabriele Fasano di AGCI Campania che ha rappresentato il vasto e variegato panorama della cooperazione; Sara Martucciello come startupper che vuole dare la possibilità a PMI eccellenti del territorio servizi strategici e di internazionalizzazione, spesso riservati alle grandi multinazionali attraverso Wide World Network. Gli enti pubblici, altro nodo centrale della filiera dei finanziamenti europei partecipanti sono stati: la Regione Campania, rappresentata da Patrizia Laganà che, in maniera estremamente aperta e disponibile, ha sondato, assieme agli altri partecipanti al tavolo, le problematiche relative all’erogazione ed alla pianificazione dei finanziamenti europei, evidenziando quali sono le ragioni che possono comportare, eventualmente, ad uno scollamento tra l’attività amministrativa e le effettive esigenze di finanziamenti da parte delle imprese, nonché i Comuni di Benevento e di San Giorgio a Cremano, rappresentati rispettivamente da Giovanni Racioppi e Brigida De Somma. Ma la filiera dei finanziamenti europei è anche rappresentata da una serie di soggetti di diversa natura che hanno il duplice ruolo sia di facilitatori del reperimento fondi, sia di beneficiari, spesso, di fondi. In questo parterre hanno partecipato: Vincenza Esposito dell’Università degli Studi del Sannio, Ilaria Vitiello della UIL Campania responsabile per le PMI, Stefano De Falco in qualità di presidente dell’Associazione Italiana Cultura per il Trasferimento Tecnologico che ha sperimentato anche una certificazione relativa al “Rendimento Tecnologico Aziendale”, ovvero lo standard metodologico di valutazione e valorizzazione dell’innovazione di impresa ed Amalia Zucaro di ISSNOVA – Institute for Sustainable Society and Innovation, un’organizzazione no profit impegnata nell’aiutare le imprese in attività di ricerca ed innovazione, centrate sulla sostenibilità economica, ambientale e sociale.
Al Tavolo è stata fondamentale anche la partecipazione di Simone Sparano del Consorzio Bridge Economies della rete EEN – Enterprise Europe Network, che ha portato la voce della rete istituzionale dell’UE dedicata alle imprese.

Le domande
Tre round di domande sottoposte ai partecipanti e per carpire le loro impressioni: “Quali sono i bisogni delle PMI che la vostra organizzazione vuole soddisfare attraverso i fondi europei?”; “Quali sono gli obiettivi delle PMI che la vostra organizzazione non è riuscita a soddisfare?”; “Quali sono gli ostacoli al soddisfacimento dei bisogni delle PMI attraverso i fondi europei?”.

I risultati
Quello che è risultato dal primo tavolo è, innanzitutto, una generale mancanza di conoscenza tra le diverse imprese sulle molteplici e disparate fonti di finanziamento nonché la necessità di un’alfabetizzazione al fundraising ed all’accesso al credito – anche rispetto al piano Juncker. Le aziende piccole e medie della Regione Campania sembrano anche soffrire di una mancanza di informazioni, spesso troppo spezzettate e non ottimizzate in un unico flusso. Sono però state evidenziate anche altre problematiche di ordine più strategico: spesso, nelle narrazioni dei diversi partecipanti, è emerso che nella mentalità degli imprenditori gli scopi del finanziamento soventemente non sono sempre ben chiari.
Altre volte, invece, è apparso che gli imprenditori di piccole e medie imprese rinuncino ad accedere alle opportunità di finanziamento in quanto non possiedono le risorse umane interne capaci di reperire e gestire finanziamenti UE, sono spesso spaventati dalla gestione e soprattutto, specialmente per programmi più grandi, come Orizzonte 2020, sono bloccati dalla necessità di un partenariato transnazionale. Anche la tempistica riguardante l’accesso ai finanziamenti europei sembra essere un’altra nota dolente in quanto le attività legate alla diffusione di opportunità europee non appare, in taluni casi, adatta alle necessità di programmazione strategica e finanziaria degli imprenditori stessi che potrebbero scegliere di usufruire di finanziamenti europei se solo avessero le giuste e corrette informazioni in tempo più utile alle esigenze aziendali. Infine è anche emerso che vi è una cronica mancanza di un ecosistema attorno agli imprenditori di piccole e medie imprese che non facilita una giusta ed efficiente cultura del reperimento dei finanziamenti UE.

Il direttore di Lupt
“Quello che è emerso dalla prima riunione del tavolo”, commenta il Prof. Guglielmo Trupiano, Direttore del Centro Europe Direct LUPT “Maria Scognamiglio” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, “non deve assolutamente essere intesa come una semplice lista di problematiche, bensì come una oggettiva presa di coscienza delle necessità in primis conoscitive del tessuto delle PMI.
Un’azione strategica in questo senso che faciliti le PMI ad acquisire le opportunità europee e, più in particolare, del piano Juncker, è possibile solo facendo massa critica e coinvolgendo tutti gli attori principali della filiera dei finanziamenti in Campania. E’ per questo che sono davvero molto soddisfatto: abbiamo ricevuto spunti di riflessioni da diverse prospettive: quella delle imprese, delle associazioni di categoria, delle università, delle associazioni no profit nel campo dell’innovazione ed anche della Regione Campania.
Il tutto si è svolto nel massimo della proattività sia umana sia professionale, un raro esempio, devo dire, in cui tutti gli attori coinvolti si sono dimostrati profondamente interessati sia al Piano Juncker sia a fare networking in una logica win-to-win, cosa che, in Campania e più in generale in Italia, non è sempre scontata. E’ per questo che sono sicuro che la scelta del carattere ‘permanente’ di questo Tavolo è la strada giusta”.

 

 

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