Prove di leadership e la rosa dei venti del cambiamento

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Figli del Sogno Silenzio: il sogno sta riposando. Pazientamo ragazzi, che prima o poi il sogno si risveglia;e avrà un tale appetito che si vedrà costretto a rimettersi in viaggio per procurarsi il nutrimento necessario,ed essere pronto a confrontarsi con qualunque Figli del Sogno Silenzio: il sogno sta riposando. Pazientamo ragazzi, che prima o poi il sogno si risveglia;e avrà un tale appetito che si vedrà costretto a rimettersi in viaggio per procurarsi il nutrimento necessario,ed essere pronto a confrontarsi con qualunque tipo di realtà. È giusto. È pagato per questo. Per cavarsela però, avrà bisogno di essere creduto e sostenuto;che comunque vada possa contare sulla vostra determinazione. Osservatelo bene,e scoprirete che vi somiglia assai. La ragione è chiara:siete voi che lo avete voluto così;voi che gli avete impresso questi connotati. Peso e statura Pari ai vostri desideri e alle vostre Ambizioni. E quindi,crescetelo bene;non fategli mancare nulla. E quando il vostro viso sarà disseminato di rughe,la vostra anima al contrario sarà ancora fresca e capace di slanci,ciò vorrà dire che avrete lavorato bene. Pertanto Tenetelo lontano da agenti inquinanti,primo fra tutti la gelosia. Somministratelo con cautela,per evitare effetti indesiderati,come l’abitudine. E nel caso foste sprovvisti di un sogno,affrettatevi a procurarvene uno,perché vivere senza è come vivere in bianco e nero. (RENATO ZERO)


Ci siamo: tutti a vedere cosa accadrà con Renzi e i suoi baldi, attenzione alle prime mosse. Si capisce dalle parole ma soprattutto dalle facce e dagli sguardi: i cattivi amici sono pronti a impallinarlo (con palle al miele) così come i cattivi nemici (con quello che capita); mentre i veri amici e buoni nemici, pronti ad aiutare, i primi seguendo il ritmo, i secondi correggendolo. Quindi la prima grande trappola è questa, occorre evitare la provocazione distruttiva del nemico e aumentare, velocemente, la massa critica della fiducia di chi sta aspettando segni di conferma. Siamo comunque al momento della verità. Il secondo punto “pericoloso” per Renzi e che ha fatto crescere in modo altissimo le attese, sia con le dichiarazioni, sia con l’effetto contrasto con i precedenti drammatici governi e le loro espressioni (sempre le facce dei protagonisti, pensate a quella di Monti e di Letta). Questo è pericoloso perché la soddisfazione (e l’insoddisfazione) non è determinata dai risultati ma dalle attese. La leadership attrattiva di Renzi ha funzionato nella fase nascente della sua affermazione, ora occorre mettere in atto quella più dura, concreta, push, quella realizzativa. Il terzo punto pericoloso è quello dell’eterogeneità presente nel contesto. Questo è un altro momento della verità: la capacità del leader di cambiamento è di accettare le diversità e riuscire a trasformarle in comunità, evitando il conflitto come sbocco finale patologico. Certo è difficile soprattutto quando il nemico trova la sua identità nell’essere nemico (vedi Grillo). Un punto nuovo che ho sentito nei discorsi, finalmente, è quello riguardante il riferimento che Renzi ha fatto sulla fine della rassegnazione. Bene, l’ha indicato come se fosse un effetto collaterale del programma che ha annunciato, e nello stesso appare come una precondizione. La fine della rassegnazione coincide appunto con la rinascita della speranza, la fine delle logiche punitive e di sfiducia coincide con l’avvio di quelle partecipative e della corresponsabilità. Si tratta, infatti, del cambiamento principale: la variazione della committenza che ognuno deve fare a se stesso. Infatti, una leadership che possa ottenere la continuità dei risultati investe sul soggetto quindi un leader vero non gestisce il cambiamento, ma favorisce il desiderio che questo accada attraverso l’aumento della percezione della probabilità di riuscita, non trasforma le strutture ma permette agli altri di poterlo e volerlo fare. Questo genera un percorso virtuoso, perché rialimenta il desiderio con una diversa qualità della speranza. In sostanza con una metafora poetica posso dire che i leader vivono e guidano la complessità del nostro tempo, governando i diversi venti. Un “vento” è quello della “quotidianità, “dove vale il comportamento di ogni giorno; quello che si fa, traccia un segno, mette un paletto nella progressione di un percorso. Poi c’è il “vento” della “permeabilità alla situazione”, dove vale la capacità di essere ricettivi e interpretativi, che significa ascolto attivo e capacità di apprendere anche di dire di no a quello che toglie valore, e rendere la strategia azione permanente. Quindi il “vento” del “policentrismo”dove vale la capacità di sviluppare visioni d’assieme e lettura delle interdipendenze e attraverso la capacità negoziale per realizzare accordi vantaggiosi per il sistema, evitando il compromesso che invece presidia un equilibrio iniquo di potere. Infine il “vento” delle “competenze”dove vale l’azione intelligente e abile. Termino riaffermando che una leadership utile ha come grande paradigma, che orienta poi tutto il resto dandogli senso, la “centralità del soggetto”. La persona è protagonista, si sente appartenente a un sistema perché ne ha parte, incide nella storia che la riguarda. I “venti” dello scenario del nostro complicato e pericoloso paese richiedono un potere nuovo, generativo che promuova azione e condivisione che contagi con la visione e il desiderio e convinca con azioni forti. La fine della rassegnazione deve essere il vero progetto.