Pseudoscienza rischiosa
tra bufale e passaparola

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Quanta credibilità hanno gli scienziati oggi? La domanda è pertinente soprattutto perché è affollata la platea di pseudo studiosi Quanta credibilità hanno gli scienziati oggi? La domanda è pertinente soprattutto perché è affollata la platea di pseudo studiosi che si autoproclamano portatori di una conoscenza superiore, spesso discepoli delle proliferanti discipline alternative. Ne sono pieni i settori in maniera trasversale: dalla medicina alla ricerca, il mondo pullula di sedicenti professori o scopritori di elisir salvavita che urlano alle folle sprovvedute di avere in pugno soluzioni altre e inedite a problemi diffusi. Il terreno su cui cresce e si nutre l’orto pericoloso della scienza “fai da te” è la disinformazione. Tema attuale che ripone al centro del dibattito scientifico – e del correlato giornalismo di settore – la necessità di definire dei riferimenti che fungano da garanzia di affidabilità o di discredito di tesi, movimenti, mode e filoni. Soprattutto per il comune cittadino, vittima privilegiata di affinati affabulatori. Che fare, dunque, quando “la bufala è servita”? Se lo sono chiesti, mercoledì scorso, nell’Aula Magna della facoltà di Scienze Biotecnologiche della Federico II, Luigi Califano, presidente della Scuola di Medicina dell’ateneo federiciano e direttore del Dai Testa Collo; Giovanni Persico, direttore generale dell’Aou; Alfredo Guarino, responsabile dell’Uoc di Malattie Infettive pediatriche del Dai di Pediatria; Sabino De Placido, responsabile dell’Uoc di Oncologia Medica del Dai di Medicina Clinica; Federico Baglioni, fondatore di di Italia Unita per la Scienza. Obiettivo del dibattito: diffondere maggiore consapevolezza nella collettività rispetto alle informazioni scientifiche. Sottotitolo, “scienza e pseudoscienza”. Perché le notizie fasulle sono pericolose e spesso arrivano a determinare scelte importanti, ad esempio, per la salute delle famiglie. Il web è frequentemente il contesto ideale per il passaparola e l’adozione di strategie “artigianali”. Argomenti inflazionati del qualunquismo pseudoscientifico, particolarmente in voga al momento, sono i rischi delle vaccinazioni dei neonati e degli alimenti geneticamente modificati, le terapie alimentari per curare i tumori, le ripercussioni apocalittiche delle crisi ambientali, la “malignità” delle case farmaceutiche, la non necessità delle sperimentazioni animali. L’incontro napoletano ha offerto l’occasione per dare il via all’undicesimo ciclo dei “Mercoledì dei casi clinici”, seminari organizzati ogni anno dalla Scuola di Specializzazione in Pediatria della Federico II. Sulla scia del manifesto nazionale dell’iniziativa “la bufala è servita” con il fine nobile di coltivare nella società lo spirito critico, grazie al quale poter riconoscere notizie vere e false, specie per i temi scientifici più delicati. E fornire gli strumenti per usare la razionalità, senza farsi abbagliare dall’emotività per tutelarsi da truffe e imbrogli. Non dimenticando, ovviamente, di considerare gli aspetti umani ed etici delle questioni quando si tratta di prendere decisioni fondamentali per la propria salute e per quella dei propri familiari, partendo dalla tavola per passare al ricorso o meno a terapie e medicine.