Psicologi a convegno su nuovi scenari per formazione e laurea

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Roma, 29 mag. (Labitalia) – Quale formazione per lo psicologo? E’ il tema del convegno che si terrà presso il Senato della Repubblica – Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva – domani, dalle 9,30, promosso dal Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi unitamente al mondo accademico (Conferenza della Psicologia Accademica, Associazione italiana di psicologia). L’obiettivo è delineare i nuovi scenari sulla formazione di laurea e specialistica nonché sulla regolazione degli accessi alla luce della situazione della professione e del suon pieno riconoscimento quale professione sanitaria a seguito della legge 3/2018.

“Il riconoscimento dello psicologo quale professionista sanitario è un grande passo avanti verso una cura totale della persona – ha sottolineato il presidente del Cnop, Fulvio Giardina – e ora dobbiamo puntare a una situazione formativa, nella qualità e quantità, che sia sempre più in linea con i bisogni di salute dei cittadini e la realtà operativa”. All’evento di Roma, ne discuteranno insieme, oltre al presidente Giardina, David Lazzari, dell’esecutivo nazionale Cnop, il presidente dell’Aip, Santo di Nuovo, della Cpa, Linda Cassibba, Chiara Berti, del Cun, Raffaella Rumiati, dell’Anvur, Cristiano Violani, presidente della Commissione Psicoterapie del Miur, e Guido Sarchielli, del Comitato tecnico della Consensus Conference sul Counseling. I lavori saranno coordinati da Alessandro De Carlo, dell’esecutivo Cnop, e conclusi dalla vicepresidente Cnop, Anna Ancona.

Si tratta, spiega una nota del Cnop, di “un momento di confronto importante tra il mondo professionale e quello accademico della psicologia italiana, tutto presente nelle sue forme di rappresentanza”. “Il recente pieno passaggio al ministero della Salute pone certamente obiettivi strategici che impegnano la psicologia nella tutela della salute dei cittadini. Primo tra tutti è il controllo degli accessi alla formazione di secondo e terzo livello, e poi sicuramente una revisione del curriculum, adeguato ai nuovi scenari professionali”, conclude la nota.