Putin svela le sue armi’

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Mosca, 1 mar. (AdnKronos) – L’Occidente non è riuscito a contenere la Russia, come cerca di fare da 15 anni. Lo ha rivendicato, a uso interno, Vladimir Putin nel discorso che, a 18 giorni dalle elezioni, oggi ha pronunciato di fronte all’Assemblea della Federazione (Duma di Stato e Consiglio della Federazione) nella sala del Maneggio a Mosca. Alle sue spalle schermi giganti con le simulazioni, con grafica da videogame datati, delle nuove armi in grado di penetrare il sistema anti missile americano messe in cantiere dopo il ritiro degli Stati Uniti dal Trattato ABM nel 2002, fra cui una nuove versione del missile intercontinentale multi testata Sarmat.

“Nessuno ci ha ascoltato allora, adesso dovete farlo”, ha affermato Putin, accolto da una standing ovation del pubblico, ricordando che nel 2004 aveva anticipato, nel disinteresse di Washington e dei suoi alleati, l’accelerazione di Mosca in risposta ai programmi del Pentagono in Europa.

Putin ha detto di rivolgersi a “tutti coloro che hanno alimentato la corsa agli armamenti negli ultimi 15 anni, provato a sottrarre unilateralmente terreno alla Russia, introdotto sanzioni con l’obiettivo di frenare lo sviluppo del nostro Paese”, per dire: “Tutto quello che volevate impedire con le vostre politiche è in realtà già accaduto, non siete riusciti a contenere la Russia”.

Oltre al nuovo Sarmat, Putin ha presentato un missile da crociera alimentato a nucleare (che nella simulazione proiettata mentre parlava raggiungeva l’Occidente evitando i sistemi anti missile americani) e un drone sottomarino più veloce di qualsiasi siluro in grado di essere armato con una testate nucleare e di colpire portaerei e infrastrutture sulle coste. “Nessuno al mondo ha sistemi di questo tipo. Prima o poi lo faremo vedere, ma a quel punto staremo già sviluppando qualcosa di nuovo”, ha affermato il presidente.

A poco più di due settimane dalle elezioni presidenziali, Putin ha usato il discorso al Parlamento durato quasi due ore, un appuntamento che tradizionalmente cade a dicembre e nella Sala di San Giorgio al Cremlino, per illustrare il suo programma per il prossimo mandato da presidente, il quarto. Sul fronte dell’economia, ha fatto promesse tanto ambiziose quanto vaghe riguardo alla loro possibilità di essere attuate (nei prossimi sei anni la Russia diventerà una delle cinque economie più forti al mondo, il tasso di povertà sarà dimezzato, come già fatto dal 2002, raddoppiata la spesa per la sanità al quattro per cento del pil) mentre su quello degli armamenti Putin ha assicurato che i nuovi missili sono già stati sperimentati.

I prossimi anni, ha sottolineato il presidente, “saranno decisivi” per la Russia. “Rimanere indietro a livello tecnologico è la minaccia maggiore, il nostro principale nemico”, ha affermato, precisando che “per andare a avanti e sviluppare il Paese in modo dinamico abbiamo bisogno di estendere le libertà in tutti i settori”. “La persecuzione ingiustificata di esponenti del mondo degli affari, anche da parte dei servizi di sicurezza, è del tutto inaccettabile”, ha dichiarato il presidente che per l’ennesima volta ha promesso “graduale la diminuzione della quota” di imprese controllate dallo stato. La Russia in questi anni è stata costretta a modernizzare il suo arsenale nucleare dall’aggressività degli Stati Uniti, per questo sono stati messi in cantiere questi nuovi missili, ha ribadito Putin che ha dedicato alle nuove armi la seconda parte del suo discorso, quella che ha raccolto gli applausi e l’entusiasmo del pubblico.