Pyongyang-Seul, il vertice della pace

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Seul, 8 gen. (AdnKronos) – Si terranno nella ‘Casa della Pace’ a Panmunjon, villaggio sul confine tra Corea del Nord e Corea del Sud, i colloqui diretti tra Pyongyang e Seul che inizieranno domani, i primi di alto livello dal 2015.

La ‘Casa della Pace’ venne costruita temporaneamente nel giugno 1980 per l’incontro tra primi ministri di Corea del Sud e del Nord e quindi ricostruita nella sua attuale posizione nel dicembre 1989.

L’offerta di riaprire un dialogo diretto fra le due Coree era stata avanzata pochi giorni fa da Seul, poco dopo il rinvio delle esercitazioni militari annuali di Usa e Corea del Sud. Mercoledì scorso, invece, è stata riattivata dopo il fermo di quasi due anni la ‘linea rossa’ di comunicazione diretta del villaggio di confine.

IL CONFINE – La ‘Panmunjom Peace House’ si trova nella parte sud-coreana del cosiddetto ‘villaggio della tregua’ dove è stato firmato il cessate il fuoco della guerra di Corea (1950-53): l’edificio è situato all’interno della Joint Security Area (JSA – Area di sicurezza congiunta), nella zona demilitarizzata coreana (ZDC), striscia di terra istituita alla fine della Guerra di Corea con l’armistizio del 27 luglio 1953 e che funge da zona cuscinetto tra le due Coree.

Al centro della zona demilitarizzata corre la linea di demarcazione militare, la “Military Demarcation Line (MDL)”, che indica la posizione del fronte al momento della firma dell’armistizio dove i soldati di entrambe le parti, da decenni, si guardano a distanza.

IL TURISMO – L’instabilità dell’area non ha mai scoraggiato decine di turisti dal visitare il confine più teso del mondo. L’accesso alla maggior parte delle principali ‘attrazioni’ è però limitato, tanto che il modo migliore per visitare la zona – scrive ‘The Guardian’ – è quello di partecipare a un tour organizzato.

I turisti devono rispettare rigide regole, sia in materia di abbigliamento che di comportamento, in particolare nella JSA, dove si tengono colloqui periodici tra il Comando delle Nazioni Unite e la parte nordcoreana. Chiunque si unisca a un tour per la JSA deve compilare una dichiarazione che afferma che la visita “comporterà l’ingresso in un’area ostile e la possibilità di lesioni o morte a seguito di azioni nemiche”.

I COLLOQUI – I colloqui di domani si terranno a partire dalle 10. In cima all’agenda, la partecipazione della Corea del Nord alle Olimpiadi invernali di Pyeongchang con la speranza di poter affrontare altri temi e di parlare anche della ripresa di un più sostanziale dialogo intercoreano.

Speranza ma anche timori tra cui, da parte del presidente sudcoreano Moon Jae-in, sostenitore del dialogo con Pyongyang, di creare difficoltà all’alleato di sempre, gli Stati Uniti, e al presidente americano impegnato ad isolare Kim Jong Un per spingerlo a rinunciare al suo programma di armamenti nucleari.

LE DELEGAZIONI – Intanto Pyongyang ha ufficializzato la lista dei delegati che parteciperanno ai colloqui: la delegazione è guidata da Ri, presidente del Comitato per la riunificazione pacifica della Corea (CPRC), e comprende Jon Jong-su, vicepresidente del CPRC; Won Kil-u, viceministro della Cultura e dello Sport, Hwang Chung-song, direttore del CPRC e Ri Kyong-sik, membro del Comitato Olimpico della Corea del nord.

La lista messa a punto dal Nord rispecchia quella di Seul, che comprende un ministro e due viceministri: la delegazione sudcoreana sarà guidata dal ministro della Riunificazione Cho Myoung-gyon e comprende anche il suo vice, Chung Hae-sung, il viceministro della Cultura, dello Sport e del Turismo Roh Tae-kang, Ahn Moon-hyun, vicedirettore generale dell’Ufficio del premier e Kim Ki-hong, vicepresidente del comitato pianificatore delle Olimpiadi.