Qualcuno disse che governare gli italiani non è difficile, è inutile. C’è, però, chi si ostina

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Non se la prenda con l’Europa. Ci sono già Trump e Putin a volerla distruggere. Non abbiamo i loro stessi interessi. Il problema sono gli italiani. Cialtroni, ignoranti, presuntuosi e corrotti. Non s’illuda del momentaneo successo. Nemici non sono gli avversari politici ormai inesistenti. Saranno proprio i fan a tradirla come è sempre accaduto in passato. Applaudono chiunque vada al potere. Sono stati fascisti, comunisti (come lei) e allo stesso tempo democristiani. Si aggrappano al vincitore senza dignità, ne mendicano i favori, poi lo affossano. Quindi non si prenda troppo sul serio.

Dopo gomitata e testata, attenti allo sputo: è la new wave bianconera
Douglas Costa, 28 anni, centrocampista della Juve e della nazionale brasiliana, ha per patronimico de Souza. Forse è pure nobile. Domenica non lo ha dimostrato. Se a sputare fosse stato Di Francesco avremmo gridato scandalizzati al razzismo. Negro e meticcio è solo chi non ha il becco di un quattrino. Invece, i miliardari – anche se si comportano come quando abitavano nelle favelas – possono, poi, scusarsi, e tutto finisce lì, con appena tre giornate di squalifica. È stata una ragazzata. Sta attraversando un momentaccio. Non nemmeno è un gesto da uomo, ma tutti applaudono.

Chi non capisce individua spesso il colpevole nell’innocente
Organizzatori insensibili inseriscono in Miss Italia un’avvenente ragazza che, però, ha una protesi alla gamba sinistra. È evidente il malevolo scopo di attrarre l’attenzione su un concorso ormai finito. La povera gente ignorante, cui FB ha concesso la parola, si rende conto che qualcosa non va. Ma non riesce a individuare cosa. E reagisce insultando la persona sbagliata, che non intende vincere ma solo partecipare per far sentire normale chi è nelle stesse condizioni. È preoccupante, ma non c’è da stupirsi. È la conseguenza di 1=1, che oggi purtroppo si ripercuote su tutto il sistema.

Il ministro dell’economia minacciato da Di Maio: o la borsa o la vita
Il governo del cambiamento vuole mandare in pensione gli italiani a 60 anni, come quando l’aspettativa di vita era di 70. C’è anche l’intenzione di abolire la Legge Fornero, abbassare le tasse e concedere il reddito di cittadinanza. Tutto in una volta. Ma non ci sono i soldi nemmeno per puntellare il paese che crolla. Se ci fosse la Lira, pur di realizzare le promesse elettorali, si stamperebbe moneta, facendo salire l’inflazione e riducendo l’Italia in miseria. Ora il progetto è litigare con l’Europa per credersi migliori e far salire Spread e debito pubblico alle stelle. Meno male che Tria c’è.

La nomenclatura è diversa ma, nonostante il cambiamento, la procedura è sempre la stessa
Giustamente sospesa la direttrice del carcere femminile di Rebibbia, dove alle detenute è consentito scontare la pena assieme ai loro bimbi. Una giovane tedesca impazzita ha ucciso i due figli di 6 mesi e due anni buttandoli dalla tromba delle scale. La sanzione è stata decisa dal ministro Bonafede, intervenuto sul luogo della tragedia assieme alle telecamere. La funzionaria non si trovava lì per acchiappare i bambini al volo, come suo dovere. L’essenziale, ancora oggi, non è individuare la soluzione del problema, ma un capro espiatorio grazie all’acume del Guardasigilli.

Verba volant, ma prima o poi colpiscono e provocano tanti guai
Chi ci governava prima era peggio. C’era chi faceva i propri interessi, altri rubavano. Per vincere le elezioni serviva un nemico e se la presero con i comunisti. Finalmente il cambiamento, ma la tecnica dei mediocri è la stessa. Oggi ce la prendiamo con l’Europa, che ci garantisce pace e benessere. E con i magistrati che non ci lasciano derogare dalla legge. La gente non capisce ma si arma. Si dimenticano i lutti e la miseria del passato. Più grave è che a istigare non siano i poveri e gli emarginati che ne avrebbero diritto. Ma i privilegiati sempre vissuti nel benessere. E non gli basta.

Che razza di camerata è Narco che non sa fare il saluto romano?
Però è considerato fascista perché proviene dalla Decima Mas, un canile che ha la stessa sigla della flottiglia di Junio Valerio Borghese, l’aristocratico che durante la Repubblica di Salò combatté a fianco dei tedeschi. Un consigliere PD del comune di Monza, solerte e storicamente piuttosto informato, ha presentato un’interrogazione al sindaco per chiedere delucidazioni sul nome della bestiola che è aggregato al nucleo antidroga della polizia. Si è appurato che nostalgico è forse il proprietario dell’allevamento. Narco, invece, è caduto dalle nuvole e risultato digiuno di politica.